Xylella in Toscana, ma gli ulivi sono salvi (per ora)

Bruno Cirelli
Dicembre 14, 2018

Trovato a Monte Argentario, in provincia di Grosseto, un focolaio del batterio Xylella fastidiosa, che attacca e fa morire per disseccamento alcune specie vegetali, come gli olivi. Il batterio ritrovato appartiene alla sottospecie Multiplex, differente da quella pugliese, ma presente in Francia (Regioni Corsica e Paca) e in Spagna.

Il Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e la Regione Toscana chiedono la massima collaborazione di tutti i cittadini nel comune di Monte Argentario e a Porto Santo Stefano per facilitare le operazioni di sorveglianza sul territorio e l'attuazione delle misure di eradicazione. L'eradicazione deve riguardare anche, laddove riscontrata l'infezione, gli ulivi secolari (per i quali allo stato attuale è prevista una deroga), con la eventuale previsione di un'autorità unica appositamente preposta. Al fine di evitare che, a seguito di questo potessero rimanere delle aree scoperte, la regione Puglia ha proseguito il monitoraggio su tutti i territori interessati.

Circa la cura Scortichini: sino a questo momento non risulta depositata alcuna relazione finale sulla sperimentazione, ma solo una richiesta di proroga e uno strano cambio dei campi di sperimentazione; dai campi di Galatone, Galatina, Veglie e Cannole, ai campi di Trepuzzi, Martina Franca e Fasano.

Il ceppo isolato in Argentario è diverso da quello pugliese e le piante infette saranno abbattute e distrutte. Le piante infestate sono state geolocalizzate e nel giro di breve saranno eliminate (non serve estirpare, basta devitalizzare le radici).

"Abbiamo già denunciato alle Procure di Bari, Brindisi, Taranto e Lecce, lo scorso mese di maggio, il comportamento di questi irresponsabili ed invitiamo la Regione a procedere a livello penale anche contro questo individuo - ha continuato Sicolo - noi ci costituiremo parte civile anche contro di lui, che non è un intoccabile, augurandoci che la Magistratura faccia pagare di tasca propria a Ciampolillo e ai suoi amici tutti i danni creati a centinaia di migliaia di famiglie a causa del loro comportamento".

Nardone ha ribadito che la regione applica le decisioni comunitarie. E' un problema che non va sottovalutato perché stiamo assistendo a una espansione in tutto il continente europeo.

La comunicazione istituzionale è stata la grande accusata "dato che è stata lamentata la carenza di un'informazione istituzionale adeguata".

Il dirigente regionale Giuseppe Tedeschi ha precisato che per l'eradicamento coatto vengono dati 20 giorni di tempo al proprietario, che può provvedere autonomamente con diritto al risarcimento. Le azioni di controllo ed eradicazione saranno facilitate dalla conformazione geomorfologica del territorio in questione che, oltre ad essere di piccola estensione, è costituito da una piccola penisola quasi completamente circondata dal mare e dalla laguna, il che garantisce una limitazione naturale delle potenziali vie di diffusione.

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