ONU: "La migrazione è parte integrante della globalizzazione"

Bruno Cirelli
Dicembre 13, 2018

Il Global Compactnon è un documento vincolante, come ha tenuto a precisare proprio alla vigilia del voto Louise Arbour, rappresentante speciale dell'Onu per le migrazioni, rispondendo così alle critiche e alle perplessità dei Paesi più scettici (e aggiungendo: "È sorprendente quanta disinformazione ci sia sul Compact e su quanto stabilisce veramente"). Un accordo che è stato contestato dagli Stati Uniti, che non lo firmeranno. Le critiche maggiori al Global Compact sono arrivate da Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni che in Parlamento, in occasione del question time con Moavero Milanesi, ha puntato il dito contro il governo parlando di un programma inaccettabile per l'Italia.

IL CONTRIBUTO DELLA SANTA SEDE - La delegazione vaticana in Marocco, guidata dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, esprime grande soddisfazione per il "Global Compact", anche se avanza "riserve" su alcuni riferimenti del documento all'aborto e all'"agenda Lgbt".

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha definito il Global Compact un "percorso per evitare sofferenze e caos", affermando che l'intesa non viola la sovranità degli Stati e non crea nuovi diritti per migrare. "C'è un'altra Italia che vuole vedere il nostro Paese impegnato nel rafforzamento degli strumenti multilaterali, aperto al dialogo con altri paesi in Europa, in Africa ed in altri continenti, desideroso di fare crescere l'integrazione tra comunità ospitanti e migranti nell'interesse di tutti, proiettato verso il futuro". Nel settembre 2016 l'Assemblea Generale ha deciso, attraverso l'adozione della Dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti, di sviluppare un patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare. Due mesi fa, l'Italia aveva dichiarato all'Onu di voler sottoscrivere il patto, ma il mantenimento delle promesse è chiaro che non è il punto forte di questo governo.

Non si tratta però di un accordo vincolante, e perciò è stato criticato anche dai gruppi a difesa dei migranti, che sostengono che non faccia abbastanza per tutelare i loro diritti. La Chiesa cattolica "ribadisce la responsabilità condivisa con tutti i credenti e gli uomini e le donne di buona volontà, di rispondere alle numerose sfide poste dalle migrazioni con generosità, alacrità, saggezza e lungimiranza, ciascuno secondo le proprie possibilità, per accogliere i migranti e i rifugiati nelle nostre società".

R. - Certamente: è un problema globale, non è un'emergenza legata a un determinato momento ma è legata a tanti fattori. Quindi, sono flussi di movimento delle persone che sarebbe illusorio immaginare di bloccare, mentre invece vanno indubbiamente regolati con un meccanismo che metta in primo piano proprio la sicurezza delle persone che sono in viaggio, che sono in movimento.

Si chiama Global Compact for Migration.

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