Silvia Romano, arrestato uno dei tre rapitori: con sé kalashnikov e munizioni

Bruno Cirelli
Dicembre 12, 2018

Silvia Romano è ancora viva. Polizia ed esercito keniano stanno stringendo il cerchio intorno ai sequestratori e, pur mantenendo un basso profilo nelle dichiarazioni pubbliche, fanno trapelare un cauto ottimismo. "Non posso fare ulteriori commenti sulle indagini - ha aggiunto -". La pista della criminalità comune e di una rapina degenerata in sequestro appare la più probabile, anche se il sito del quotidiano keniano 'The Star' continua ad evocare il rischio di una fuga dei rapitori nella confinante Somalia, dove vi sono roccaforti dei terroristi islamici somali al-Shabaab.

Sempre secondo gli inquirenti, i sequestratori si rifugiano nelle 'manyatta', comunità formate da gruppi di capanne, nella foresta della regione di Garsen. Si ritiene che Silvia, rapita il 20 novembre scorso, sia prigioniera nella zona della contea meridionale di Tana Delta, spiega il sito dell'emittente.

In precedenza la polizia del Kenya ha messo una taglia da un milione di scellini (circa 8.600 euro) su ognuno dei tre uomini ricercati per il sequestro della cooperante italiana Silvia Costanza Romano. "Sospettiamo che siano nascosti da qualche parte nella foresta, aspettano che il caldo diminuisca per poter proseguire il loro viaggio", aggiunge la fonte. Questo arresto segue quello di un sergente del KWS, Abdullahi Bille, e di suo fratello, sospettati di legami con i rapitori.

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