Brexit, Tusk e Juncker: lo spazio di trattativa è nullo

Paterniano Del Favero
Dicembre 12, 2018

"Vogliamo aiutare, la questione è come", ha concesso il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, sforzandosi di lasciare aperto un mezzo spiraglio, dopo un confronto con l'ospite d'oltremanica definito peraltro "franco": aggettivo che in diplomazia si usa quando la quadratura del cerchio non c'è. L'unica cosa che l'Ue può offrire al governo May è "uno spazio sufficiente per fornire ulteriori chiarimenti e ulteriori interpretazioni".

Arrivata ieri nel pomeriggio a Bruxelles a conclusione di una girandola di incontri - in mattina all'Aia con Mark Rutte, a pranzo a Berlino con Angela Merkel e compagni - la premier britannica ha incassato qualche mano tesa e manifestazioni di comprensione, ma anche le preventivate dichiarazioni ufficiali di fermezza sul fatto che l'intesa sottoscritta - nella sua voluminosa sostanza di 585 pagine - "non si tocca". "Mentre il tempo s'esaurisce, discuteremo la nostra preparazione a uno scenario senza accordo". Quest'ultima, però, impedisce al Regno Unito il perseguimento di una politica commerciale autonoma, ad esempio in materia di dazi.

Theresa May si è imbarcata nel suo tour delle cancellerie europee nel disperato tentativo di strappare un nuovo negoziato sulla Brexit, dopo avere congelato l'ultimo passaggio in parlamento. Sembra che comunque esso avrà luogo entro il 21 gennaio. "La soluzione è lì - ha aggiunto - si tratta di chiederlo al popolo con un secondo referendum o al parlamento".

La premier britannica ha ammesso di fronte ai Comuni che l'accordo sulla Brexit da lei sottoscritto con Bruxelles "verrebbe respinto con ampio margine" allo stato a causa dei dissensi sul tema del backstop, la clausola di salvaguardia sul confine irlandese contenuta nell'accordo sulla Brexit. In caso contrario, cioè se non dovesse raggiungere la maggioranza, allora si dovrà eleggere un nuovo leader del Partito - e quindi nuovo premier dal momento che i Tories sono il primo partito ai Comuni - in una sfida alla quale May non potrà partecipare. Il 51,9% dei partecipanti ha votato a favore della Brexit. "Siamo pronti". Così il ministro francese per l'Europa Nathalie Loiseau.

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