La Cina convoca ambasciatore Usa per arresto dirigente della Huawei

Bruno Cirelli
Dicembre 10, 2018

Arrestata in Canada su mandato degli Stati Uniti la leader finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou, figlia del fondatore dell'azienda. Tra le accuse che le vengono mosse, scrive Reuters, ci sarebbe quella di frode bancaria per aggirare le sanzioni commerciali americane imposte all'Iran.

Nonostante la precaria tregua nella guerra commerciale, a base di dazi, tra Stati Uniti d'America e Repubblica Popolare Cinese l'arresto, e l'eventuale estradizione negli USA, della figlia del fondatore di Huawei potrà avere conseguenze molto pesanti sul piano geo economico mondiale. Parole che hanno scatenato un putiferio nei giorni in cui dagli Usa al Regno Unito rimbalzano accuse al colosso asiatico della telefonia di presunte azioni di spionaggio. E l'azienda dichiara: "Non siamo a conoscenza di nessun illecito commesso dalla nostra direttrice finanziaria".

Anche l'ambasciata cinese nella capitale canadese Ottawa ha preso parola e ha fatto appello agli Stati Uniti "per correggere il passo falso e ripristinare la libertà personale della signora Meng Wanzhou". Un portavoce del ministro degli Esteri cinese ha invece sottolineato che la Cina vuole che Meng venga rilasciata e che gli Stati Uniti "salvaguardino i diritti e gli interessi legittimi della persona coinvolta".

Anche il governo canadese si è opposto al rilascio su cauzione di Meng, dato che ha alte probabilità di fuggire in Canada: il suo avvocato ha però insistito nell'affermare che l'accusata non infangherebbe mai il nome del padre violando un ordine del tribunale.

Proprio due settimane fa gli USA avevano chiesto agli alleati di evitare l'uso di smartphone o accessori Huawei nel campo delle telecomunicazioni. Da notare che tra questi è stato firmato un accordo concernente lo sviluppo della rete 5G in Portogallo, che prevede la cooperazione tra Huawei e la multinazionale olandese Altice.

Huawei viene costantemente osteggiata perché la sicurezza statunitense ritiene che i dispositivi Huawei celino una backdoor attraverso la quale il governo cinese spia gli utenti.

Il caso ha risvolti sempre più internazionali.

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