Corte Ue: "Gb può revocare Brexit da sola"

Bruno Cirelli
Dicembre 10, 2018

Il Regno Unito è libero di revocare in modo unilaterale la Brexit. "Alla vigilia del "voto significativo" della Camera dei Comuni, la Corte Ue sottolinea che la sentenza permettera' di chiarire le opzioni disponibili ai deputati del Parlamento del Regno Unito che dovranno pronunciare sulla ratifica dell'accordo" Brexit.

I giudici di Lussemburgo hanno stabilito che, "quando un Paese membro ha notificato al Consiglio europeo la sua intenzione di ritirarsi dall'Unione Europea, come ha fatto il Regno Unito, quel Paese membro è libero di revocare un modo unilaterale quella notifica".

Il motivo di tale decisione è riscontrabile, secondo la Corte Ue, nel fatto che altrimenti "sarebbe contrario all'obiettivo dei Trattati di creare un'unione sempre più stretta tra popoli d'Europa costringere a uscire uno Stato membro".

Il Regno Unito potrebbe unilateralmente decidere di non lasciare l'Unione europea.

La Corte precisa quindi che una eventuale revoca deve avvenire con un processo democratico nel rispetto delle regole costituzionali dello stato membro.

La possibilità di revocare l'uscita dall'Ue esiste però fino a quando l'accordo di ritiro concluso tra l'Unione e lo Stato membro interessato non sia entrato in vigore o, in mancanza di questo accordo, fino a quando il periodo di due anni a partire dalla notifica dell'intenzione di ritirarsi dall'Ue, eventualmente prorogato, non è scaduto. Nonostante questo e nonostante sia l'ultima scelta possibile, il piano di May molto probabilmente sarà bocciato dal parlamento inglese, nel quale le spaccature, sia su Brexit, sia sul piano May sia su Theresa May stessa sono profonde e complicate. Secondo le intenzioni di voto già annunciate, la premier Theresa May non dispone dei voti necessari a far passare l'accordo. Vista l'urgenza della questione, su richiesta del tribunale scozzese, il Presidente della Corte Ue aveva disposto la procedura accelerata. Lo stabilisce la sentenza odierna della Corte di giustizia dell'Ue. La Corte ha così preso decisione analoga alla raccomandazione dell'avvocato generale, resa pubblica il 4 dicembre.

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