Gilet gialli, Macron annulla l'ecotassa per il 2019

Bruno Cirelli
Dicembre 8, 2018

In base a dati CNews e Huffpost diffusi Oltralpe, a tre settimane dall'avvio della, Macron ha perso cinque punti tra i simpatizzanti di destra - in particolare nei ranghi di Les Republicains - e sei da parte di quelli di centro.

La moratoria era una delle condizioni del movimento di protesta per avviare un dialogo, annunciato per il 4 dicembre, ma poi annullato per il rifiuto dei portavoce moderati di recarsi a palazzo Matignon dopo le minacce di morte ricevute da elementi più radicali. "Pensare che, come abbiamo fatto per 30 anni, basti fare un piccolo gesto simbolico e nascondere la polvere sotto il tappeto non risolve il problema fondamentale, strutturale" ha detto il portavoce Benjamin Griveaux alla radio France Inter.

"Dopo aver ascoltato le richieste di tutti gli interlocutori che ho incontrato sospendo per la durata di sei mesi queste misure fiscali". Una delle ragioni che hanno portato al potere il presidente francese è stata la crisi profonda dei corpi intermedi e la sua capacità di parlare direttamente con una parte della nazione, che si è riconosciuta in primo luogo nel suo personaggio, e in secondo nel suo messaggio. "Signor presidente, ci serve una risposta" esige sulla sua prima pagina il quotidiano Le Parisien.

E' una vittoria per il movimento dei "gilet gialli", o almeno è quel che ritengono molti commentatori.

Tra le critiche ai metodi di polizia in un sabato che ha visto decine di auto bruciate e negozi devastati, il governo ha escluso l'imposizione dello stato di emergenza. "Non era una situazione di normale gestione dell'ordine pubblico, ma una forma di guerriglia urbana", ha detto. Macron, ex banchiere d'investimento, è stato fischiato dai passanti ieri, mentre esaminava i danni causati dalle rivolte di sabato. I rivoltosi non sono quindi i soliti figli di papà del genere The Dreamers e e nemmeno i maghrebini di seconda o terza generazione delle banlieu, ma francesi che si ritengono per certi versi i veri francesi. Degli studenti sono stati fatti mettere in ginocchio dalle forze dell'ordine con le mani sulla testa.

L'errore commesso dal Presidente è consistito nel non dichiarare i suoi scopi: naturalmente, ai Francesi - come anche agli Italiani, tutto il mondo è paese - non interessa un bel nulla dei Paesi in sviluppo e della moralizzazione dei rapporti economici internazionali, e neppure degli ammonimenti del Papa. Lo dice chiaramente in un'intervista al Giornale questo 51enne dirigente di un'impresa di trasporti che si sta trovando a gestire la protesta e le sue deviazioni violente. Sabato i manifestanti hanno rotto vetrine e dato fuoco alle auto nelle aree più eleganti della città, dagli Champs-Elysees al Louvre, dall'Opera a Place Vendome.

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