Stati generali delle imprese su Tav e manovra "Finita la pazienza"

Paterniano Del Favero
Dicembre 5, 2018

"Il problema evidentemente non siamo noi". Se siamo qui tra artigiani, commercianti, cooperative, industriali, qualcuno si dovrebbe chiedere perché. "La Tav è un cantiere non un progetto e quindi occorre spingere sui cantieri, proprio per quegli investimenti pubblici a cui il governo fa riferimento per attivare la crescita" ha commentato Vincenzo Boccia, sottolineando che si parla di "un cantiere, e non un progetto". Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha tuonato che "se siamo qui è perché la nostra pazienza è quasi al limite". Il Cna si esprime in modo favorevole alle infrastrutture, inclusa la Tav: "Abbiamo partecipato ai dibattiti sulla Tav fin dall'inizio quando andavamo a fare le assemblee in Val di Susa" dice Vaccarino aggiungendo che trova "assurdo" che si vogliano bloccare opere che hanno ricevuto i finanziamenti europei. "Quello che si sta facendo bisogna portarlo a termine".

Rispondono a distanza i No Tav, che sfileranno l'8 dicembre a Torino. "Ben poco attivismo imprenditoriale si è visto quando la disoccupazione giovanile ha toccato il 40% o le infrastrutture da nord a sud sono crollate facendo vittime e feriti. L'alzata di scudi c'è solo quando i ben poco intraprendenti imprenditori rischiano di perdere una ricca commessa di soldi pubblici". È il senso del "manifesto" che oggi pomeriggio a Torino è stato sottoscritto dai presidenti delle 12 più importante confederazioni datoriali italiane. Tutti uniti, e tutti critici con il "Governo del no". Dal canto suo Patrizia De Luise di Confesercenti ricorda quanto la sua città, Genova, sia stata profondamente colpita dal crollo del ponte e "come le ripercussioni sul primo porto italiano riguardino tutta la nazione".

"A conti fatti - rimarca il manifesto - completare la Torino-Lione costerebbe meno che non realizzarla, e senza la nuova linea il trasporto di merci su tutto il versante Ovest delle Alpi sarebbe piu' costoso".

"L'Italia - e il Veneto - hanno bisogno di opere in grado di permettere alle imprese e ai cittadini di cogliere le opportunità di crescita, di connessione, di mobilità che derivano da infrastrutture strategiche, finalizzate non al mero mantenimento dello status quo bensì a portarci a livello di crescita e miglioramento costante dei paesi nostri concorrenti", avverte. "Costruendola invece al 2030 si ridurrebbe il transito stradale di quasi un milione di veicoli pesanti l'anno, tagliando emissioni inquinanti per tre milioni di tonnellate equivalenti di Co2".

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