Pensioni di reversibilità, l'Ocse punta il dito: svantaggiano i single

Paterniano Del Favero
Dicembre 5, 2018

Nel nostro Paese, nel 2017, la spesa dello Stato per le pensioni di reversibilità ha inciso sul Pil per il 2,5% a fronte di una media Ocse dell'1%, un dato quindi più del doppio del riferimento degli altri 35 Paesi membri dell'organizzazione.

"Per limitare l'ipatto negativo sulla partecipazione al lavoro" dal meccanismo delle pensioni di reversibilità "sono previsti dei requisiti di anzianità" in vari paesi, rileva ancora l'Ocse.

Nelle ultime ore è emersa anche un'altra importante novità che riguarda l'idea dell'esperto previdenziale vicino alla Lega, Alberto Brambilla, di trasformare Quota 100 in Quota 104.

In Italia la pressione fiscale scende leggermente ma restiamo comunque in sesta posizione, tra i Paesi che pagano piu' tasse al mondo.

Dall'Ocse arriva l'invito ad agganciare questa 'soglia' chiedendo di tagliare in pratica gli assegni ai superstiti più giovani dell'età pensionabile. È quanto emerge dal rapporto "Pensions Outlook 2018" dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).

In Italia la pensione di reversibilità spetta al coniuge supersite (l'importo è pari al 60% della pensione) e ai figli se non hanno superato i 18 anni (26 se studiano all'Università).

L'Italia, ribadisce il report, è il Paese dell'area Ocse che spende di più per le pensioni di reversibilità rispetto al pil: il 2,6% del pil contro una media dell'1%.

In casi particolari, come la famiglia composta da un coniuge superstite non lavoratore e due o più figli a carico di quest'ultimo, l'assegno di reversibilità è erogato sempre per intero.

Non è dello stesso parere il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, che invece sostiene che gran parte di coloro che riceve la pensione di reversibilità sono cittadini e cittadine di età elevata, che hanno poco a che fare con le dinamiche del mercato del lavoro. Infatti per un reddito oltre 3 volte il trattamento minimo (circa 19.800 euro lordi) il taglio dell'assegno è del 25%, oltre 4 volte il taglio è del 40%, e oltre le 5 volte la riduzione raggiunge il 50%. Infine, le pensioni dei single dovrebbero essere superiori a quella di uno che vive in una coppia che beneficia di una pensione di reversibilità. Dopo l'Italia, arrivano la Grecia e la Spagna, mentre spendono meno dello 0,5% del Pil, l'Australia, il Canada e il Regno Unito.

Sottolineare la percentuale di donne è doveroso perché la misura è stata pensata in una realtà in cui l'occupazione femminile era bassissima e necessaria soprattutto per riconoscere a tutte quelle donne che potevano svolgere "solo" il ruolo di mamme e casalinghe una pensione senza aver versato contributi lavorativi e garantire così un'indennità per il lavoro domestico svolto nel caso di morte del coniuge che provvedeva all'economia della famiglia.

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