Uccide il figlio di tre mesi sbattendolo a terra: 26enne arrestata

Bruno Cirelli
Dicembre 4, 2018

L'arrestata è stata condotta, per le formalità di rito, presso la Casa Circondariale di Catania, ove verrà interrogata dal Gip a norma dell'articolo 294 cpp.

Una donna di 26 anni è stata arrestata dalla polizia a Catania con l'accusa di avere ucciso il proprio figlio di tre mesi lanciandolo a terra. La notizia è stata resa nota oggi dalla procura con un comunicato, dopo che il commissariato Borgo Ognina ha eseguito nei confronti della donna un'ordinanza cautelare in carcere emessa dal gip, su richiesta della procura, per omicidio aggravato dall'avere agito contro il discendente. E' stata lei stessa, rivela il suo legale, a chiamare aiuto.

Il piccolo F. L. di appena 3 mesi è stato poi portato al pronto soccorso dell'ospedale Cannizzaro di Catania, dove i medici hanno fatto tutto il possibile per salvarlo, trovandolo pallido e ipoteso, e trasferendolo per l'immediato ricovero nell'unità di rianimazione pediatrica dell'ospedale Garibaldi Nesima di Catania. A provocare la caduta, secondo la donna, era stata "una spinta che si era data da solo". "Quando è rimasta incinta è andata a vivere con la nonna".

Uccide il figlio di tre mesi scaraventandolo a terra in un momento di follia. "La signora quel giorno stava molto male e tra l'altro il padre più volte aveva provato a portarla in un centro per delle visite psichiatriche ma non ha avuto il tempo" ha concluso l'avvocato. "Pertanto, non può in nessun modo ritenersi corrispondente al vero neppure quanto dalla stessa riferito in ordine all'assenza di volontà omicida ai danni del neonato". Sono arrivati subito sua nonna, che ha 85 anni, e suo padre e a loro ha detto che il piccolo gli era scivolato dalla mani ed era finito a terra. Accanto a lui il padre del piccolo, riunitosi alla compagna dopo avere saputo della tragedia, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Per i consulenti dei pm, nella donna è "presente uno stato depressivo espresso con inibizione psicomotoria, appiattimento emotivo e assenza di risonanza emotiva alla realtà circostante".

Roma - Un caso simile si era verificato a fine settembre a Roma, nel carcere di Rebibbia: una madre aveva gettato giù dalle scale i suoi due figli. Ed è per questo che "sollecitata sui vissuti di madre" la 26enne fornisce "risposte stereotipate senza alcuna coloritura affettiva" e "non manifesta disperazione per la perdita o per la colpa".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE