Buone notizie, la vecchiaia comincia a 75 anni

Barsaba Taglieri
Dicembre 3, 2018

E' quanto stabilito durante il Congresso nazionale della Societa' italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) che si tiene a Roma. Per questo motivo il limite minimo per potersi considerare anziani diventa ufficialmente quello dei 75 anni. Attualmente le indagini statistiche individuano nella media di 85 anni la durata della vita per le donne, e di 82-83 per gli uomini. Niccolò Marchionni, dell'Università di Firenze e direttore del dipartimento cardiovascolare dell'Ospedale Careggi, ha spiegato: "Un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. Non solo, larga parte della popolazione tra i 60 e i 75 anni è in ottima forma e priva di malattie per l'effetto ritardato dello sviluppo di malattie e dell'età di morte".

I geriatri insomma lanciano l'adozione di una definizione dinamica del concetto di "anzianità" che si adatti "alle mutate condizioni demografiche ed epidemiologiche".

La terza età va dai 75 anni. In questa maniera crescerà inesorabilmente anche la spesa per la cura e l'assistenza a lungo termine degli anziani, ma anche quella previdenziale, mentre diminuirà la forza produttiva del Paese e non ci saranno abbastanza giovani per prendersi cura dei nostri vecchi. Ma l'anziano nella dimensione politica e nei piani della politica non esiste: "è solo una bandiera da sventolare per fini propagandistici", denuncia il presidente della Sigg Raffaele Antonelli Incalzi. Se c'è crescita, il resto ne deriva.

Siamo davanti un ribaltamento radicale delle credenze societarie di un tempo, credenze che sono cambiate in maniera netta e completa anche grazie ai numerosi progressi posti in essere dalla medicina, che ha portato all'interno della società azioni preventive e curative delle malattie, sino ad ogni sconosciute.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE