Crisi nel Mar d’Azov, Russia e Ucraina sul piede di guerra

Bruno Cirelli
Novembre 27, 2018

Mosca - Scontro fisico, blocco navale e violento scambio di accuse oggi fra Russia e Ucraina. La tensione crescente fra i due vicini sulla Crimea, annessa da Mosca nel 2014 contestualmente alla crisi ucraina, oggi ha toccato un nuovo picco quando navi russe e ucraine si sono affrontate nel passaggio fra il Mar Nero e il Mare d'Azov, lo stretto di Kerch, che divide la penisola contesa ad est dal territorio continentale della Federazione russa.

Queste acque turbolente, a lungo fonte di controversia, rappresentano l'unico passaggio dal Mar Nero al Mare di Azov.

Poroshenko lunedì ha detto in un messaggio televisivo che la mossa si era resa necessaria dopo che domenica 25 le navi russe hanno attaccato le navi ucraine al largo della costa della Crimea.

Tutto il commercio marittimo della zona, in buona sostanza, passa attraverso lo stretto di Kerch, ora nuovamente riaperto al traffico marittimo civile. Per Mosca il rimorchiatore avrebbe attraversato le acque russe senza autorizzazione. "Per costringerle a fermarsi sono state usate le armi". Secondo il consigliere presidenziale ucraino Jurij Birjukov, le unità di Kiev avrebbero aperto il fuoco, cui hanno risposto le motovedette russe. Pieni poteri speciali al Presidente; rinvio di ogni elezione; obbligo del lavoro - senza paga anche per studenti e disoccupati - e sua militarizzazione, per le esigenze dell'industria di guerra; coprifuoco generale, a partire dalle aree delle regioni di Donetsk e Lugansk controllate da Kiev; regime speciale di ingresso e uscita dal paese. Di fatto però quello che succede da qualche tempo è che le navi mercantili che salpano da Mariupol vengano bloccate per "controlli" da ispettori russi. "La Nato sta monitorando da vicino gli sviluppi nel Mar di Azov e nello Stretto di Kerch, e siamo in contatto con le autorità ucraine, chiediamo moderazione e de-escalation", si legge nella dichiarazione. I clan oligarchici ucraini (e anche russi) detengono non pochi interessi nell'area e già nei mesi scorsi il Ministro degli esteri golpista Pavel Klimkin aveva annunciato la prossima denuncia da parte di Kiev del trattato sul mar d'Azov, in base al quale tale bacino e lo stretto di Ker? sono considerati acque interne di due paesi, con conseguente libero accesso del naviglio di Russia e Ucraina. Petro ha aggiunto che la legge marziale non significa l'immediata mobilitazione della popolazione, che permetterebbe di portare l'esercito a 1 milione di uomini nel giro di due giorni, ma "solo" la messa in allarme "della leva di prima linea".

Non si sono fatte attendere le reazioni della NATO.

Nel discorso in Parlamento con cui ha chiesto la legge marziale, Poroshenko ha parlato di una "chiara e franca partecipazione delle unità regolari russe" in un attacco contro l'esercito ucraino e di "una minaccia qualitativamente diversa" rispetto al passato, quando spesso la Russia ha usato milizie non ufficiali per attaccare l'Ucraina. Su richiesta del presidente Poroshenko, il Segretario generale ha convenuto di convocare oggi pomeriggio a Bruxelles una riunione straordinaria della Commissione NATO-Ucraina a livello degli Ambasciatori per discutere della situazione attuale.

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