'Spezzatino' Tim, l'allarme dei sindacati: "Si rischiano 20mila esuberi"

Paterniano Del Favero
Novembre 25, 2018

Mentre sul Gruppo Tim il bilancio è "impietoso" e "negativo", a "distanza di 18 anni dalla privatizzazione di Telecom Italia".

Lo scorporo della rete Tim potrebbe causare circa 20mila esuberi. Lo affermano i sindacati, che hanno organizzato un presidio sotto al ministero dello Sviluppo economico.

"Sullo scorporo della rete" fissa di Tim "al momento non c'è alcun progetto in corso", ha tuttavia assicurato il ministro per lo Sviluppo economico Luigi Di Maio, parlando con i giornalisti. Il gruppo Tim, secondo le cifre fornite oggi, occupa in Italia circa 49.300 persone cui si aggiunge l'indotto (circa 50.000 addetti).

Salvo Ugliarolo, segretario nazionale della Uilcom Uil, spiega che i sindacati vogliono "sviluppare la rete a banda larga nel paese però è una cosa che va fatta con oculatezza, con una riflessione seria non in base a degli emendamenti".

Il settore delle Tlc, hanno inoltre sottolineato i sindacati, "rischia di entrare in avvitamento con gravi ripercussioni negative per l'intero sistema Paese".

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil ribadiscono che "il settore delle Tlc necessita di scelte di politica industriale che permettano di evitare un processo distruttivo e favoriscano il rafforzamento di uno dei sistemi infrastrutturali strategici per il paese e di permetterne una transizione che eviti contraccolpi negativi". "Questi fattori, in un settore già stremato dalla crisi, hanno provocato e stanno provocando gravi crisi occupazionali che non possono e non devono ripetersi", ricordano i sindacati delle tlc. "L'incontro era stato convocato dallo stesso ministro a seguito della richiesta e dei solleciti dei sindacati di categoria".

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