I medici ospedalieri in sciopero, rischio blocco per le sale operatorie

Barsaba Taglieri
Novembre 23, 2018

Si stima che in tutta Italia saranno rinviati 40 mila interventi chirurgici e centinaia di migliaia di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche ed il blocco di tutta l'attività veterinaria connessa al controllo degli alimenti. Si asterranno dal lavoro medici, veterinari e dirigenti sanitari di tutte le regioni, e in ogni capoluogo (Torino, Aosta, Milano, Padova, Bologna, Firenze, Perugia, Ancona, Roma, L'Aquila, Campobasso, Napoli, Bari, Catanzaro, Palermo e Cagliari) è stata organizzata una manifestazione unitaria. Allo sciopero aderiscono anche i medici del pronto soccorso, dove saranno garantiti comunque, per precettazione, i servizi minimi di assistenza: il personale sarà comunque in numero ridotto e sono possibili attese più lunghe.

Chiesto pure "il rinnovo del Contratto, fermo da 10 anni, con adeguate risorse finanziarie e l'abolizione del tetto al trattamento accessorio", così come denunciato "il mancato incremento delle risorse destinate all'assunzione del personale della dirigenza medica, veterinarie e sanitaria". Secondo la normativa l'Anestesista Rianimatore dovrebbe avere una presenza fissa nelle strutture, giorno e notte, mentre nella realtà i medici vengono spesso contattati telefonicamente per emergenze che, però, necessitano tempi di intervento immediati.

Alessandro Vergallo, presidente del sindacato Aaroi-Emac, afferma che "Questo sciopero è anche per i cittadini, danneggiati dalla malagestione della sanità italiana". Il sondaggio, in fase di elaborazione, ha mostrato che su 211 risposte di rappresentanti sindacali, un campione estremamente significativo degli ospedali pubblici italiani, 192 (91%) hanno detto di lavorare in carenza di organico.

"Contro questo progressivo depauperamento degli organici nelle aziende sanitarie e negli ospedali e il più che certo "crollo" sotto l'enorme mole di lavoro", medici, veterinari e dirigenti sanitari di tutte le sigle sindacali sciopereranno venerdì 23 novembre per l'intera giornata. "Nonostante le timide aperture dei parlamentari incontrati nelle scorse settimane - avverte il sindacato - restano irrisolte, nei provvedimenti legislativi in itinere, le istanze avanzate dalla categoria".

Per il ministro inoltre "ci sono le premesse per rientrare nell'aumento programmato del Fondo sanità che vale 4,5mld in 3 anni". "Insomma entriamo nell'agenda sociale e politica del Paese sempre con un segno meno, mai con un più di proposte innovative e soluzioni condivise". Ai medici in sciopero, assicura Grillo, "dico che siamo dalla stessa parte, lavoriamo a soluzioni condivise sostenibili".

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