Mark Zuckerberg: "Sì, ho pensato due volte di chiudere Facebook"

Bruno Cirelli
Novembre 18, 2018

Le raccolte fondi su Facebook hanno superato il miliardo di dollari.

Facebook ha dichiarato di aver chiuso altri account che stavano cercando di influenzare le elezioni a medio termine degli Stati Uniti e che sta esplorando un possibile collegamento con la Russia. Zuckerberg e Sandberg hanno smentito l'inchiesta del New York Times: "Non abbiamo assolutamente pagato nessuno per creare fake news" dice Sandberg alla Cbs, riferendosi all'assunzione da parte del social media di un'agenzia di consulenza repubblicana per fare campagna anche contro Soros. Nell'ultimo periodo la Sandberg è anche accusata di aver avuto rapporti non trasparenti con Chuck Schumer, senatore democratico che ha lavorato per difendere Facebook davanti al Congresso. Questo è troppo. Esortiamo Facebook a desistere da azioni ispirate dai nemici della democrazia in tutto il mondo. Facebook riesce comunque a rimuoverli con buona velocità, tanto che per il momento li riesce a limitare attorno al 4% del totale degli utenti attivi ogni mese. Il social media ha reso noto di aver tagliato i ponti con la Definers, negando che l'amministratore delegato Mark Zuckerberg e la Sandberg fossero a conoscenza della campagna di fango lanciata contro i nemici del gruppo.

"Ho rispetto per Soros - ha affermato Zuckerberg -, le offese nei suoi confronti mi disgustano". Poi, quando si sono resi conto che la situazione era fuori controllo, è scattata la strategia del "nascondere tutto".

"In alcuni dei momenti critici negli ultimi tre anni, erano distratti da progetti personali, passavano le decisioni sulla sicurezza e quelle riguardanti la politica a dei sottoposti", mette in evidenza il New York Times sulla base di interviste con decine di dipendenti ed ex dipendenti di Facebook.

Facebook non si è ancora ripreso dallo scandalo di Cambridge Analytica, ma un'altro terremoto si sta abbattendo sulla società di Menlo Park. Poi in una lunghissima nota, pubblicata proprio su Facebook, Zuckerberg annuncia che sta cambiando algoritmo per ridurre la diffusione di post borderline, che violano la policy del social network, ma ammette: "Ciò che vediamo è che, man mano che i contenuti si avvicinano alla linea di ciò che è proibito dai nostri standard di comunità, le persone sembrano essere maggiormente coinvolte".

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