Morbillo: allarme Simit, 100 casi tra operatori sanitari, 83 non vaccinati

Barsaba Taglieri
Novembre 17, 2018

Che il morbillo sia una malattia "da debellare", lo ha ribadito anche il sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi, precisando di non essere contrario all'obbligo: "Quando serve va fatto, soprattutto per tamponare situazioni che possono essere potenzialmente allarmanti".

Il morbillo in Italia rappresenta un'emergenza anche tra gli operatori sanitari, a partire da medici e infermieri: cento dei casi di morbillo verificatisi quest'anno sono stati infatti segnalati proprio tra gli operatori sanitari. Tra i 100 operatori sanitari ammalatisi, precisa la Simit, 83 non erano mai stati vaccinati, mentre 8 lo erano in maniera incompleta. "E' quindi assolutamente inaccettabile che un operatore sanitario non sia protetto e di conseguenza non protegga i suoi assistiti". Tra questi - sottolinea il presidente Simit Massimo Galli - rientrano molte donne in età fertile. "E altrettanto necessario è provvedere alla vaccinazione degli operatori sanitari non vaccinati e che non abbiano contratto il morbillo nell'infanzia". A questi si e' aggiunto un altro possibile caso di cui e' stata data notizia a Trieste in questi giorni. Negli anni 2013- 2017 sono stati solo 56 gli eventi avversi gravi correlabili alle vaccinazioni a fronte di quasi 900 eventi segnalati e analizzati dagli esperti regionali e nella quasi totalità dei casi non correlabili ai vaccini. La frequenza di casi come questo nella penisola negli ultimi anni ha subito un incremento significativo, che non si può ignorare.

"E' ora di denunciare - prosegue il presidente Simit - le responsabilita' che in tutto questo competono a chi, preposto per dovere d'ufficio a garantire la salute della popolazione, invece di far rispettare con fermezza la legge sull'obbligo vaccinale, traccheggia assumendo posizioni contraddittorie, generando confusione e favorendo gli irresponsabili che su posizioni egoistiche cercano scappatoie agli adempimenti di legge".

In pratica, quelle allo studio sarebbero misure per motivare i giovani adulti a vaccinarsi contro il morbillo, dal momento che proprio questa fascia di popolazione è quella attualmente meno coperta e dunque più a rischio di contrarre la malattia. Gli infettivologi italiani ribadiscono quindi che "le vaccinazioni, nel bambino come nell'adulto a rischio e nell'anziano, sono un obiettivo prioritario che non deve essere messo in pericolo da alcun tipo di tentativo irresponsabile di elusione".

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