Pensioni tagliate del 5-30% con 'quota 100' dicono i tecnici parlamentari

Paterniano Del Favero
Novembre 14, 2018

Il che vorrebbe dire nei fatti raddoppiare l'entità del costo della misura voluta fortemente dalla Lega, fissandola a 13 miliardi di euro a fronte dei 7 miliardi stanziati nella manovra.

Secondo i conti dell'Upb, che ha provato a simulare le conseguenze di questa misura pensionistica, il taglio all'importo può variare da un minimo del 5,06 per cento in caso di pensione con un solo anno di anticipo rispetto all'attuale regime, fino a un massimo del 34,17 per cento nel caso di anticipo di 6 anni. Soltanto la metà degli aventi diritto alla cosiddetta "Quota 100" (circa 437mila persone) aderirà al pensionamento anticipato, secondo i calcoli dell'Ubp. Chi optasse per questa formula, subirebbe infatti una riduzione fino al 30% dell'assegno pensionistico.

Prima di andare avanti è bene ricordare che la penalizzazione sull'assegno previdenziale per coloro che vanno in pensione con Quota 100 non dipende dall'applicazione di diverse regole di calcolo dell'assegno, come invece succede per Opzione Donna con la quale avviene un ricalcolo contributivo della pensione. Chi ha cominciato a lavorare dal 1978 in poi avrà calcolata con il sistema retributivo (più generoso) solo la parte tra il 1978 e il 1995 mentre per i contributi versati dal 1996 in poi ha il sistema contributivo.

Proroga Ape sociale 2019: con la nuova Legge di Bilancio e la riforma pensioni 2019, il governo gialloverde provvederà a prorogare l'Ape sociale, o anticipo pensionistico sociale a carico dello Stato.

Ed ecco che anche senza interventi normativi di taglio, le pensioni con la ormai famosa quota 100 saranno inevitabilmente più basse, come spiegato da una relazione tecnica dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio in audizione al Senato e come riporta anche il quotidiano "Il Sole 24 Ore".

"Contro la riforma delle pensioni 2019 con Quota 100 arriva anche il giudizio del Fondo monetario internazionale, che oltre ad analizzare la Legge di bilancio, si sofferma sui possibili cambiamenti al sistema pensionistico, evidenziando che essi aumenterebbero ulteriormente la spesa pensionistica, imporrebbero pesi ancora maggiori sulle generazioni più giovani, lascerebbero meno spazio per politiche per la crescita e porterebbero a minori tassi di occupazione tra i lavoratori più anziani". Senza mai domandarsi, i legislatori, quanto fossero corrette le posizioni pensionistiche di chi "non ha mai avuto o denunciato reddito" e di chi ha dichiarato redditi manifestamente incompatibili con un normale tenore di vita.

A chi spetta la pensione di cittadinanza?

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