Le mani delle mafie sul gioco online

Bruno Cirelli
Novembre 14, 2018

E' quanto emerso al termine di tre diverse indagini delle procure di Bari, Reggio Calabria e Catania, coordinate dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo che hanno portato all'arresto di 68 persone e al sequestro di beni in Italia e all'estero per oltre un miliardo. Tra questi anche Orlando Malanga, ritenuto gestore di fatto delle spiagge baresi di Pane e Pomodoro e Torre Quetta.

Accuse a vario titolo: associazione mafiosa, trasferimento illecito di valuta, raccolta illegale di scommesse, riciclaggio, autoriciclaggio. I provvedimenti cautelari riguardano tutti esponenti della criminalità organizzata pugliese, reggina e catanese, oltre a diversi imprenditori e prestanome.

Le mafie hanno bisogno di "quelli che cliccano" e che movimentano i soldi facendoli transitare da un Paese all'altro e non di quelli che sparano. I guadagni accumulati, monitorati dalla guardia di finanza, venivano reinvestiti in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all'estero, intestati a persone, fondazioni e società, schermati con la complicità di prestanome di comodo. "Io cerco i nuovi adepti nelle migliori università mondiali - lo sentono dire i finanzieri - e tu vai ancora alla ricerca di quattro scemi in mezzo alla strada vanno a fare così: 'bam bam!'" "Io invece - aggiunge l'uomo - cerco quelli che fanno così: 'pin pin!'. che cliccano, quelli che cliccano e movimentano. È tutta una questione di indice, capito?". Il volume delle giocate, riguardanti eventi sportivi e non, scoperto dagli investigatori di Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, e' superiore ai 4,5 miliardi. I dettagli dell'operazione saranno resi noti in una conferenza stampa in programma alle 11 nella sede della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo in via Giulia a Roma alla presenza del procuratore nazionale Federico Cafiero De Raho e dei procuratori di Bari, Reggio Calabria e Catania.

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