Istat: "Accesso alle cure, 4 milioni di italiani rinunciano per motivi economici"

Paterniano Del Favero
Novembre 14, 2018

Secondo l'Istituto nazionale di statistica, per raggiungere i target di crescita del Governo per il 2018 (+1,2%) sarebbe necessaria, in termini meccanici, "una variazione congiunturale del PIL pari al +0,4% nel quarto trimestre" dell'anno in corso. Lo ha riferito il presidente facenti funzioni dell'Istat, Maurizio Franzini, nel corso di un'audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra. La variazione acquisita per l'anno corrente, ha aggiunto, è +1 per cento.

La casa di proprietà va considerato un 'privilegio' che potrebbe escludere le famiglie povere dall'accesso al reddito di cittadinanza? "Questo numero era intorno ai 53 mila tra il 2013 e 2015 e intorno a 51 mila tra il 2016 e 2017", ha spiegato Franzini a proposito dell'incentivo previsto in manovra alla nascita del terzo figlio. Il presidente Istat si è poi soffermato su alcuni dei principali provvedimenti, quali il reddito di cittadinanza ed ha spiegato che l'introduzione "potrebbe portare una crescita variabile tra lo 0,2% e lo 0,3%". E' uno dei dati forniti dall'Istat in audizione alla Camera sulle misure della manovra.

Agenprss - 2 milioni di italiani rinunciano "a visite o accertamenti specialistici per problemi di liste di attesa complessivamente".

Sono oltre quattro milioni le persone che rinunciano per motivi economici (il 6,8% del totale).

Per arrivare a tale valutazione che si basa su uno stanziamento di risorse non superiore agli 8 miliardi, Franzini ha detto che "il modello utilizzato dall'Istat stima un incremento del Pil pari allo 0,7% in corrispondenza di un aumento della spesa pubblica pari all'1% del Prodotto interno lordo. Le liste di attesa inducono a rinunciare alle citate prestazioni quasi il 5% di coloro che hanno un'età compresa tra i 45 e i 64 anni e il 4,4% degli ultrasessantacinquenni". Forti le differenze territoriali tra Nord e Centro-Sud: la percentuale più bassa di chi rinuncia alle cure si rileva infatti nel Nord-est (2,2%) e la più elevata nelle Isole (4,3%). Infine, distinguendo le prestazioni sanitarie, la rinuncia per liste di attesa è più frequente per le visite specialistiche (2,7%) rispetto agli accertamenti specialistici (1,6%).

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