Tim: tonfo in Borsa (-5%) dopo maxi-svalutazione, Vivendi attacca

Paterniano Del Favero
Novembre 12, 2018

Tim è ancora una delle aziende più solide presenti in Italia, ma la svalutazione dell'avviamento domestico che ha portato ad una perdita di 800 milioni la cui conseguenza è stata una chiusura dei conti del trimestre al ribasso si è fatta sentire, dando spazio a Vivendi per attaccare la governance.

Nei 9 mesi i ricavi sono a 14.077 milioni di euro ma, a parità di principi contabili, a 14.217 milioni di euro, in calo del 3,1%: alla sostanziale stabilità dei ricavi della Business Unit Domestic - precisa una nota - si è contrapposta la riduzione della Business Unit Brasile (-460 milioni di euro) interamente correlata alla svalutazione del real brasiliano, di oltre il 20%.

"Vivendi non esclude nessuna iniziativa che sia idonea a tutelare i suoi interessi", dice a Reuters un portavoce Vivendi rispondendo alla domanda se il gruppo francese stia pensando di convocare i soci per chiedere la revisione del consiglio. Dopo mesi di indiscrezioni e smentite archiviate puntualmente con la conferma della fiducia da parte dei francesi di Vivendi, questa volta il mandato di Amos Genish quale amministratore delegato di Tim sembra arrivato davvero al capolinea.

No comment Elliott, che detiene una quota dell'8,9% e la maggioranza nel board dal 4 maggio scorso.

Nonostante una svalutazione che potrebbe destabilizzare il gruppo nel prossimo futuro, dopo la pubblicazione dei risultati, Jefferies ha confermato un rating 'buy' con target a 75 cent; Bernstein, anch'essa in posizione buy, ha invece riportato un prezzo target da 80 cent. Tuttavia la svalutazione non modifica le priorità strategiche del piano triennale del gruppo.

L'indebitamento netto finanziario del gruppo è pari a 25.190 milioni, un miliardo in meno rispetto al 30 settembre 2017.

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