Reddito di cittadinanza, l'analisi: "Andrà a meno del 7% delle famiglie ravennati"

Paterniano Del Favero
Novembre 12, 2018

A Crotone, infatti, quasi una famiglia su quattro ha un Isee sotto 9mila euro, così da rientrare nel perimetro della misura annunciata dal Governo. Lo dimostra l'analisi del Sole 24 Ore del Lunedì sugli Isee ordinari presentati in Italia nel 2016 (ultimo dato disponibile) e monitorati dal ministero del Lavoro.

Per la cronaca, sarebbe la provincia di Crotone, in Italia, a detenere il record di famiglie beneficiarie del reddito di cittadinanza, 19.500, pari al 27,9% della popolazione totale, davanti a Napoli (229.900 famiglie, 20,6% della popolazione totale) e Palermo (100.800 famiglie, 20,5% della popolazione totale). "Di fatto, le prime 34 province per frequenza degli interessati sono tutte al Sud e nelle Isole".

All'estremo opposto della classifica, a Bolzano ha i requisiti solo una famiglia su 40, a Belluno e Sondrio una su 30.

Non è ancora chiaro quando il reddito di cittadinanza entrerà "in azione" e in pieno regime, ma iniziano ad emergere alcuni particolari sugli aventi diritto.

Ravenna si piazza all'88esimo posto nella graduatoria dei comuni capoluoghi: i potenziali beneficiari dovrebbero essere 11.800, circa il 6,6% delle famiglie residenti.

Roma - Secondo le analisi che sono state svolte dal Sole 24 ore attraverso i dati dell'Isee su 2,5 milioni di famiglie, prendendo in considerazione i redditi fino a 9 milioni di euro, l'incidenza maggiore si ha al sud e nelle isole.

L'architettura della misura, spiega Unimpresa, si presta a diverse manipolazioni, anche con sostanziali accordi tra le imprese e i lavoratori, appartenenti a categorie più deboli.

Secondo un sondaggio di Unimpresa, infatti, chi ha un reddito mensile inferiore a 1.000 euro infatti potrebbe accettare di buon grado il licenziamento per accedere al reddito di cittadinanza che ha un assegno mensile fino a 780 euro e continuare a lavorare ma in nero con il vantaggio di poter percepire un assegno complessivo superiore alla paga regolare. "Con la differenza che quest'ultimo va a una platea sei volte più piccola, di 370mila famiglie".

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