Di Maio avvisa Salvini

Paterniano Del Favero
Novembre 12, 2018

La Lega di Salvini ha incassato mercoledì il sì del Senato sul decreto sicurezza che, sostanzialmente, dà un giro di vite sui richiedenti asilo e sulla protezione umanitaria dei rifugiati, oltre che introdurre come deterrente la pistola elettrica Taser a disposizione della polizia. "La prescrizione, così come è in Italia, è un freno alla giustizia ed è una delle cause dei processi infiniti", aggiunge. "Il blocco della prescrizione è sacrosanto, è una questione di civiltà", risponde il vicepremier Luigi Di Maio.

Sempre nella serata di ieri, il presidente della Camera, Roberto Fico, ha fatto sapere che non è necessario convocare la Giunta per il regolamento per stabilire se si possa ampliare il perimetro del ddl anticorruzione alla materia della prescrizione.

A pubblicare una fotografia del vertice sui social network è stato lo stesso Di Maio che scrive: "Questa mattina colazione con il ministro Bonafede per fare il punto sulle misure anti corruzione che presto saranno discusse in parlamento: carcere per i corrotti, daspo ai corrotti, prescrizione dopo il primo grado di giudizio dei processi penali. Finalmente le cose cambiano davvero!".

Il garbuglio è stato spiegato da Bonafede: "Entrerà in vigore in modo posticipato, nell'ambito della riforma epocale della giustizia penale, l'anno prossimo".

La riforma della prescrizione partirà quindi dal 1 gennaio 2020. "Se entra in vigore la 'riformona' uno o due mesi prima - ha aggiunto - allora entra in vigore la prescrizione".

Con una nuova maggioranza di governo senza i grillini, Salvini ci impiegherebbe cinque minuti a cancellare una norma che non piace al carroccio ma soprattutto a Forza Italia. Anche per questo, a chi gli chiede se si rischi il voto a marzo, lo ripete ancora una volta: "Assolutamente no. Quando prendo un impegno lo faccio fino in fondo, e per rispettare gli impegni servono 5 anni". E ad avere dubbi, oltre le opposizioni c'è la stessa Lega. Per lui ci siamo. Il guazzabuglio è stato oggetto di protesta anche da parte delle opposizioni: ci sono stati momenti di altissima tensione nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera. Al momento del via libera all'ampliamento della materia del ddl si e' sfiorata quasi la rissa, evitata solo grazie all'intervento di alcuni commessi.

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