Cina, debutto in televisione per il primo presentatore virtuale di telegiornale

Bruno Cirelli
Novembre 12, 2018

Il nuovo membro della redazione si presenta come instancabile e in grado di essere replicato, potenzialmente all'infinito, per presentare le notizie da differenti scenari.

Nel panorama desolante della crisi occupazionale del giornalismo italiano, arriva una brutta notizia. "Io sono Qiu Hao, e lui pure è Qiu Hao", ha detto davanti alle telecamere, indicando sullo sfondo un'immagine del suo alter ego artificiale in attività. "Questo è il mio primo giorno all'agenzia Xinhua", ha detto all'esordio sul piccolo schermo.

E' stato sviluppato dalla Nuova Cina insieme al motore di ricerca Sogou.com: da ieri, ha spiegato l'agenzia stessa, è diventato un "componente ufficiale del notiziario" e può lavorare 24 ore su 24 sul sito web della compagnia statale, uno dei tre pilastri dei media ufficiali, e su altre piattaforme dei social network "riducendo i costi di produzione e migliorando l'efficienza".

L'intelligenza artificiale cinese ha varie espressioni facciali, il volto di un uomo, voce e i movimenti del corpo che sembrano del tutto umani. Il loro aspetto è tratto da veri giornalisti dell'agenzia, ma vi sono delle limitazioni che potrebbero pregiudicarne il senso di fiducia nel pubblico, vediamo perché.

Il giornalista robot è stato mandato in onda per la prima volta durante la quinta edizione della World Internet Conference che si è tenuta a Wuzhen, nella provincia dello Zhejiang, in Cina. La difesa di Pechino, ribadita anche nel corso dell'evento di quest'anno dal capo del dipartimento della Propaganda del Partito Comunista Cinese, Huang Kunming, è che la Cina si pone a favore della pace nel cyber-spazio e come guardiano dell'ordine nel mondo digitale.

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