Casalino: 'Chiedo scusa per video. Oggi è pugno nello stomaco'

Ausiliatrice Cristiano
Novembre 12, 2018

"Lei" è Maria, la nipotina di Matteo Renzi, che appare nella foto postata sul profilo Instagram dell'ex premier mentre lui la porta sulle spalle. Presenterò ufficialmente un atto parlamentare per chiedere a Conte di licenziare Casalino. "E' una anomalia -incalza il portavoce di palazzo Chigi- un'informazione che più che informare fa propaganda politica". Ma forse prima di tutto lo devo a me stesso, a ciascuno di noi: alla nostra dignità di essere cittadini italiani e non complici di insulti squallidi come quelli di Rocco Casalino. Un'ospitata brevissima, quella del portavoce del Presidente del Consiglio a Che Tempo che fa, ma siamo sicurissimi che la sua difesa a oltranza degli attacchi alla stampa da parte degli esponenti pentastellati, farà senz'altro parlare di sé nei prossimi giorni.

Fazio a quel punto gli ricorda che la stessa Raggi si faceva fotografare con le arance quando faceva opposizione da consigliera comunale all'ex sindaco di Roma Ignazio Marino.

"Mia nipote, Maria, ha la sindrome di Down - scrive Renzi su Instagram - Lei è una cittadina come tutti gli altri e ha diritto come tutti gli altri di essere rispettata dalle Istituzioni di questo Paese".

"Le parole schifose, squallide, indegne di Rocco #Casalino, portavoce del Presidente del Consiglio dei Ministri - continua a scrivere Renzi - sono parole che in un Paese civile hanno una sola conseguenza: le dimissioni". Dovete vergognarvi. E su questo io mi faccio incatenare in Parlamento. Io sono fiero e orgoglioso di Maria, della sua vita, del suo sorriso. Perché le persone con sindrome di Down non devono essere nascoste, oscurate nelle foto, cancellate dalla vita. Io non strumentalizzo mia nipote.

"La gente pensa che siano stati aboliti i vitalizi, cosa che non hanno fatto perché Di Maio il vitalizio se l'è tenuto". Insieme a lei difendo chi ha meno visibilità. Perché io non mi vergogno per niente di Maria, mia nipote. Le parole schifose, squallide, indegne di Rocco #Casalino, portavoce del Presidente del Consiglio dei Ministri, sono parole che in un Paese civile hanno una sola conseguenza: le dimissioni.

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