Conferenza sulla Libia, il generale Haftar non verrà a Palermo

Bruno Cirelli
Novembre 11, 2018

Un voto inattuabile per la Libia, senza una reale stabilizzazione del Paese.

"Alla Conferenza di Palermo siamo molto fiduciosi sul fatto che si possa delineare una road map condivisa verso la stabilizzazione della Libia". Ma anche il massimo consenso - precisano le fonti - da parte dei quattro principali attori libici invitati a Palermo, ovvero il premier Fayez al Sarraj, il generale Khalifa Haftar, Aguila Saleh, presidente del Parlamento di Tobruk, e Khalid Al-Mishri, capo dell'Alto Consiglio di Stato di Tripoli. Nei giorni scorsi, il presidente libico si è intrattenuto in un bilaterale con il presidente turco Erdogan a Istanbul, durante il quale si è discusso perlopiù di partnership economica, con l'alleanza rinsaldata dalla stretta di mano fra i due leader e dalla promessa di Erdogan di riportare le aziende turche sul territorio libico, in un'ottica di rafforzamento dell'economia e della forza lavoro. Un aspetto che Francesco Anghelone dell'Osservatorio sul Mediterraneo, vede cruciale per l'avvio di un processo stabile di riordino della situazione libica: "Uno dei motivi che hanno generato gli sviluppi degli eventi libici - dichiara Anghelone- è proprio una distribuzione non omogenea della ricchezza". Di questa road map che Salamé illustrerà al Consiglio, un elemento importante è rappresentato dal cammino istituzionale del paese, con l'importante convocazione della conferenza nazionale con il coinvolgimento di tutte le realtà politiche della Libia, comprese le tribù del sud: questo potrebbe essere il primo passo per procedere a elezioni parlamentari nel 2019 per dare vita a un nuovo organo legislativo. La prospettiva sono le elezioni nella primavera del 2019 (Ascolta l'intervista integrale a Francesco Anghelone sulla Libia). Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio interpellato alla stampa estera sulla conferenza sulla Libia del 12-13 novembre. "Scenderà a patti solo se si sentirà isolato".

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