Pietro Orlandi: fonte interna Chiesa ha rivelato rinvenimento ossa ad Ansa

Bruno Cirelli
Novembre 10, 2018

Emanuela Orlandi, un caso che tiene tutti col fiato sospeso da 35 anni, che vede coinvolti sia lo Stato italiano e lo Stato Pontificio e che, come in una spy story, potrebbe aver visto lo zampino di servizi segreti di vari Paesi stranieri, interessati a sfruttare la storia per scopi politici a favore dell'uno o dell'altro Paese.

Si tratta di Giorgio Portera, ex ufficiale del Ris dei carabinieri, genetista del Dipartimento di biotecnologie mediche dell'Università di Milano, che già in passato si è occupato di casi famosi. Come riportato dal Messaggero, è lui il consulente tecnico di parte nominato dalla famiglia della Orlandi. Così il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha risposto a una domanda sul ritrovamento delle ossa nella sede della Nunziatura. Nelle indagini i familiari della ragazza non sono ancora stati individuati tecnicamente come parte offesa, ma hanno contattato l'esperto per seguire la vicenda.

Un talento che, in epoca di "fake news", si esercita di frequente, ma è quanto meno incongruo per la vicenda delle ossa della nunziatura apostolica. Una volta ottenuto il codice genetico si provvederà alla comparazione. Ecco perché la collaborazione di Portera potrebbe rivelarsi decisamente utile.

Da parte della Santa Sede non è stato fatto alcun collegamento con Emanuela Orlandi. E la Segreteria di Stato ha immediatamente avvertito la procura guidata da Giuseppe Pignatone, appena trovate le ossa, "per ragioni semplicemente di trasparenza, perché non ci siano recriminazioni sul fatto che la Santa Sede abbia tenuto nascosto qualcosa".

Sulla vicenda, tuttavia, si allunga l'ombra di un'altra morte, quella del brigadiere Santino Tuzi, archiviata come suicidio, ma in realtà mai accettata come tale dalla famiglia. Delle due figure, secondo la stessa medium, una sarebbe indistinta, una con i colori chiari: "Non so se quella figura indistinta appartenga ad Emanuela Orlandi, non mi sento di escludere niente". I mass media, in un primo momento, avevano collegato (seppur senza fonti concrete) tali ossa alla scomparsa di due minorenni avvenuta presso la Capitale ad inizio anni '80: Emanuela Orlandi e Mirella Gregori (entrambe 15enni al momento della sparizione). Dopo il ritrovamento di alcune ossa in un palazzo della Nunziatura Apostolica, l'obiettivo è quello di sciogliere i dubbi che attanagliano la famiglia della giovane scomparsa nel giugno del 1983. Maschio o femmina? C'è un corpo o ce ne sono di più?

Invece, le uniche parole riservate a Pietro Orlandi dal Pontefice sono state: "Emanuela sta in cielo".

Personalmente ho voluto parlare di Emanuela Orlandi, perché è un caso che seguo da tantissimi anni e che non si può riassumere e esaurire in poche righe e perciò sarà oggetto di altri e ulteriori approfondimenti. E si è conclusa, per quanto riguarda la verità giudiziaria, con una sentenza di archiviazione pronunciata nel 2016 dalla Cassazione dopo che nessuna ipotesi ha retto alla prova dei fatti. Assisteremo probabilmente alla confutazione della relazione della dottoressa Cattaneo, quella che è stata consegnata al procuratore capo di Cassino dottor Luciano D'Emanuele, che, insieme al sostituto procuratore dottoressa Maria Beatrice Siravo, cercano di far luce su questa morte per la quale ancora oggi nessuno ha pagato.

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