Ue stronca governo: deficit Pil al 2,9% nel 2019

Paterniano Del Favero
Novembre 9, 2018

"Le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio, della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia". "Ci dispiace constatare - sottolinea - questa de'faillance tecnica della Commissione, che non influenzera' la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui e' impegnato il Governo italiano".

La Commissione aveva già ad ottobre ha avvertito l'Italia che la riforma della Fornero e il reddito di cittadinanza sono misure costose, che rischiavano di portare il deficit ben oltre il 2,4% annunciato. Così il ministro dell'Economia, Giovanni Tria commenta le previsioni economiche d'autunno presentate dalla Commissione Ue.

Secondo l'esecutivo Ue il deficit per il 2019 sarà nettamente superiore al 2,4% stimato dal governo e sfiorerà la soglia massima consentita del 3%, assestandosi al 2,9%. "Per questo riteniamo assolutamente inverosimile qualsiasi altro tipo di scenario sui conti pubblici italiani". "Dopo una crescita solida nel 2017 l'economia italiana ha rallentato nella prima metà di quest'anno per l'indebolimento dell'export e della produzione industriale". "In alcuni Paesi dell'eurozona altamente indebitati, soprattutto in Italia, il circolo vizioso tra banche e debito sovrano potrebbe riemergere in caso di dubbi sulla qualità e la sostenibilità dei conti pubblici, che in un ambiente di riprezzamento complessivo dei rischi e di un aumento dei costi di rifinanziamento, potrebbe sollevare preoccupazioni di stabilità finanziaria e pesare sull'attività economica".

Tagliate stime di crescita.

Sempre riguardo all'Italia, la Commissione Ue vede un tasso di disoccupazione italiano in calo al 10,7% nel 2018, dall'11,2% nel 2017, e poi ancora in discesa al 10,4% nel 2019 e al 10% nel 2020.

Bruxelles sconfessa anche la scommessa del Governo sul Pil: la manovra non lo porterà all'1,5% l'anno prossimo e all'1,6% nel 2020, ma lo farà fermare invece a 1,2% e 1,3%. Con l'1,1% quest'anno, persino la Gran Bretagna nonostante le difficoltà legate alla Brexit fa meglio con l'1,3%. Nel 2019 sarà dello 0,7%: 1,2% contro 1,9%. L'Italia, quindi, si conferma ultima per crescita in tutta Europa sia per il 2018 che per il 2019 e il 2020. Il governo prevede per l'anno prossimo +1,5% e per il 2020 +1,6%. Lo scrive il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo le previsioni autunnali della Commissione Ue. "Una crescita prolungata dei rendimenti dei titoli di Stato peggiorerebbe le condizioni di raccolta per le banche e ridurrebbero ulteriormente l'offerta di credito, mentre la spesa pubblica potrebbe scoraggiare gli investimenti privati". Tra gli altri rischi negativi per l'economia segnalano la guerra commerciale Usa-Cina e la Brexit.

È sul deficit e sul debito che si concentrano però le principali preoccupazioni della Commissione Ue.

DEBITO PUBBLICO - Per quanto riguarda l'"elevato" debito pubblico dell'Italia, secondo le previsioni della Commissione Europea, è previsto stabile intorno al 131% del Pil nel triennio 2018-2020.

CRESCITA - Secondo la Commissione europea le prospettive di crescita dell'Italia "sono soggette ad un'elevata incertezza, con rischi al ribasso intensificati".

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