Midterm, Trump: risultati oltre le attese, ora collaborazione con i dem DIRETTA

Bruno Cirelli
Novembre 9, 2018

Trump ha perso, ma i democratici non hanno vinto. È un fatto, ed è un fatto che avrà delle conseguenze.

La seconda cosa che si nota a vista d'occhio anche a risultati non ancora definitivi, è che i democratici conquistano la Camera dei rappresentanti, strappano seggi e recuperano voti anche nelle aree della classe media e delle periferie povere dove Trump li aveva spodestati due anni fa, ma al prezzo di trasformare il partito in uno strano ircocervo dove convivono liberali e socialisti, comunitaristi e individualisti, identitari e globalisti. Ciò include il progetto di investigare il capo della Casa Bianca, e obbligarlo a pubblicare le sue dichiarazioni dei redditi.

Allora quali volti vede in corsa per le prossime presidenziali? Intanto, il ministro della Giustizia Jeff Sessions si è dimesso con effetto immediato su richiesta dello stesso Donald Trump. Ma tra i giovani (20-35 anni) ex sostenitori di Trump vi sarebbe una perdita di consenso tra il 15 e il 20 per cento. Primo: Trump userà ancora di più gli ordini esecutivi, atti che può emanare in modo autonomo e che hanno immediatamente forza di legge, cercando di estendere ancora di più i già controversi poteri di questo strumento, cosa che potrebbe portare anche a conflitti in tribunale. Sebbene auspicata da più parti, l'onda azzurra democratica si è infranta contro la retorica muscolare dell'attuale POTUS. Partito dove si sono confermati alcuni "vecchi" come Bernie Sanders in Vermont (con oltre il 67% dei voti) e Elizabeth "Liz" Warren in Massachusetts. Ci saranno trattative serratissime dalle quali nessuno vorrà uscire sconfitto, e ognuno sarà convinto che l'intransigenza sia la strategia migliore per mettere in difficoltà l'avversario, e questo porterà a grandi tensioni e forse anche al cosiddetto "shutdown", cioè l'interruzione delle attività del governo federale.

Lo ha dichiarato Oleg Morozov, membro della commissione Esteri della camera alta del Parlamento russo.

Secondo il politico russo, la "rivincita contro Trump" non c'è stata, anche con la perdita della camera bassa del Congresso. "Lavoriamo insieme", ha detto il presidente, citando uno dei punti in comune tra la sua agenda e quella dei dem, il piano sulle infrastrutture.

"Una grande vittoria dei repubblicani".

Femminista, italo-americana e naturalmente ricchissima è il candidato ideale per sostituire Hillary Clinton nell'immaginario collettivo populista americano per incarnare, anche visivamente, l'ideale del "nemico", archetipo che era scomparso con la scomparsa dalla scena politica della Clinton, bistrattata dalla vittoria di Donald Trump nelle elezioni del 2016. Naturalmente, è tutt'altro che scontato che lo facciano. Il "referendum", però, non si è risolto: l'America è spaccata in due.

La Bigfoot erotica è una particolare sottogenere di letteratura osé che immagina interazioni amorose fra le leggendarie creature dei boschi statunitensi. Non è escluso inoltre che lancino un procedimento di impeachment.Se l'"onda blu" democratica delle previsioni più entusiastiche non si è materializzata la Camera sembra comunque solidamente nelle mani del partito di Nancy Pelosi, nonostante il "tremendo successo" repubblicani di cui ha twittato poco fa il presidente.In gioco nel voto di ieri c'erano i 435 seggi della Camera (dove il mandato ha durata biennale) e 35 dei 100 seggi del Senato (dove invece si resta in carica sei anni; due di questi seggi, però, saranno occupati solo per due anni perché si tratta di elezioni speciali, necessarie per le dimissioni dei senatori in carica).

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