Perché le elezioni Usa sono un referendum su Trump

Bruno Cirelli
Novembre 8, 2018

Attualmente i Democratici possono vantare 218 seggi alla Camera contro i 193 dei Repubblicani mentre, al Senato i Repubblicani mantengono la maggioranza con 51 rappresentanti contro i 45 dei Democratici. Difficile che accada, ma è evidente che Trump teme che l'inchiesta (in particolare sulle sue finanze) penda come una spada di Damocle sulla testa del presidente, per tutti i prossimi due anni. Dei 9 seggi in mano repubblicana, solo pochi sono quelli dove esiste una concreta possibilità di vittoria dei democratici. "Significa che nessun partito può vantarsi di aver ottenuto un successo politico in queste elezioni", ha rilevato Morozov. Sebbene auspicata da più parti, l'onda azzurra democratica si è infranta contro la retorica muscolare dell'attuale POTUS.

C'erano due numeri magici a cui i Democratici puntavano: 2 seggi in Senato e 23 alla Camera da strappare ai Repubblicani per far capire al "Presidente che non ascolta nessuno" che il Paese è già stanco di lui, delle sue alzate d'ingegno, del suo approccio fazioso e distruttivo e degli insabbiamenti dei (presunti) loschi affari in cui sarebbe coinvolto, dai pasticci con i russi a quelli con le pornostar. "Se lei lavora meglio, lavoro meglio anche io". Ma gli Stati Uniti cambiano incessantemente e l'analisi dei risultati del 2018 e il profilo dei nuovi politici porterebbero a concludere che sono anche una nazione capace sempre di sorprendere. Da Beyoncé a Nick Jonas, da Zendaya a Taylor Swift (che ha fatto il suo personale endorsement al senatore Phil Bredesen), tantissime sono le star che hanno utilizzato i propri social network per documentare il proprio impegno civico. Ma questi ultimi hanno vinto in alcuni stati molto "pesanti" come la Florida (vinta per un soffio da Ron DeSantis, sulla cui vittoria aleggia però l'incognita di un possibile riconteggio) e l'Ohio con Mike DeWine. Le elezioni segnano infatti la nascita e l'affermazione del partito (repubblicano) di Trump. "La sua non è una sconfitta ma una premessa per una corsa presidenziale". "Nel quadro dei nostri sforzi per impedire le ingerenze su Facebook durante le elezioni, siamo in contatto regolare con le autorità incaricate dell'applicazione della legge, con esperti esterni e altre società in tutto il mondo", ha indicato Facebook in un comunicato, "Domenica mattina, le autorità incaricate dell'applicazione della legge ci hanno contattato a seguito di attività che hanno recentemente scoperto e che secondo loro potrebbero essere legate a entità straniere". La riforma sanitaria di Obama ora ha una trincea di difesa, mentre gli sgravi fiscali dell'anno scorso potrebbero rivelarsi l'unica eredità di Trump.

Da 16 anni il capo dei Democratici alla Camera è Nancy Pelosi, rieletta ogni due anni dai deputati del suo partito.

Pochi credono che sarà la sua scelta.

Abbiamo già visto, nel nostro primo articolo dedicato ai risultati delle elezioni di midterm statunitensi, quelli che sono gli aspetti più generali.

Lo spoglio non è ancora terminato, ma i Democratici dovrebbero più di 30 seggi rispetto ai 194 che avevano alla vigilia: questo dovrebbe proiettarli ben oltre i 218 seggi necessari per vincere la maggioranza di questo ramo del Congresso.

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