Midterm, al via l'Election Day negli Usa

Bruno Cirelli
Novembre 7, 2018

Due anni dopo la serata dell'8 novembre 2016, che tra lo stupore generale portò il miliardario newyorchese alla Casa Bianca, i democratici sognano di ottenere una "vendetta politica" - per lo meno parziale - prima della scadenza naturale del 2020.

"I dem hanno intenzione di ripristinare i controlli e gli equilibri costituzionali sull'amministrazione Trump", le prime parole manifesto dello speaker della Camera, la 78enne Nancy Pelosi, che conferma la Camera come base del conflitto contro il Senato in mano ai repubblicani, e lancia un appello ai cittadini americani a unirsi dietro alla vittoria dem contro l'elemento divisivo incarnato da Trump: "il popolo americano ne ha abbastanza di divisioni". Oltre a essere un importante test sulla popolarità del presidente americano, è questa la vera posta in gioco di queste elezioni.

Ma anche per i dem saranno due anni durissimi. In tutto gli Stati Uniti hanno al loro interno sei differenti fusi orari. L'attacco democratico a Trump si manifesterà invece nell'apertura di procedure di inchiesta parlamentare sui presunti atti di riciclaggio di soldi sporchi da parte di Trump e sui favori ottenuti dalle sue società in Medio Oriente e soprattutto in Arabia Saudita e negli Emirati. L'incertezza, comunque, resta reale. Entrambe le camere sono attualmente a maggioranza repubblicana, fatto che ha finora consentito alla presidenza di approvare a maggioranza alcune delle riforme promesse in campagna elettorale, fra cui quella fiscale. Le elezioni si chiamano di mezzo mandato perché avvengono a metà del mandato dell'inquilino della Casa Bianca.

Lunghe code ai seggi e un'affluenza record rispetto a quella registrata nel 2010 e nel 2014 stanno caratterizzando queste votazioni di metà mandato negli Stati Uniti. I principali donatori sono stati Sheldon e Miriam Adelson, che hanno versato 113 milioni di dollari a sostegno dei repubblicani; poi, il primo donatore democratico, Thomas Steyer, ex manager di hedge fund, con 50,7 milioni di dollari.

I media statunitensi prevedono la vittoria dei repubblicani al Senato. Secondo il sito FiveThirtyEight, le possibilità che i democratici ottengano la maggioranza sono pari all'85,8 per cento.

Molto probabilmente, il ruolo del presidente Donald Trump sarà decisivo, in un modo o nell'altro: potrebbe permettere al partito repubblicano di confermarsi maggioranza o spingere tutti i suoi critici ad andare a votare, contro di lui; nelle ultime settimane, ha messo l'immigrazione irregolare al centro del dibattito politico, nella speranza di indebolire i democratici, accusati di essere responsabili delle carovane di migranti che arrivano dai Paesi dell'America centrale. Dunque i democratici avanzano, ma i repubblicani mantengono i loro consensi elettorali. "Eccezionale successo stanotte. Grazie a tutti!", twitta il presidente che non nasconde la soddisfazione per aver evitato la spallata dei democratici nelle temute elezioni di midterm e nel suo stile non manca di irridere gli avversari.

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