Champions, Mourinho-Juve: sfida infinita tra aree, dita, date e triplete

Ausiliatrice Cristiano
Novembre 7, 2018

Continua in un doppio lavoro di raffreddamento di animi fin troppo bollenti, di fronte ad una squadra che non sembra avere punti deboli, e di esaltazione delle eccezionalità altrui, sottolineando ad esempio che la vera favorita per la vittoria della Champions League sia il Barcellona e non la sua Juve, da troppo poco tempo insieme in tutti i suoi pezzi per reggere sul lungo termine. Ho un ottimo rapporto con la Juve e Allegri.

La grandezza di Mourinho non si misura solo con la stagione del Triplete: lo Special One per l'Italia è stato molto più di un allenatore. Mourinho dovrà affidarsi a Pogba a centrocampo, nonostante i rapporti non eccellenti, mentre in attacco mancherà Lukaku, alle prese con un problema fisico dopo l'ultima partita di Premier League. "Noi lavoriamo sempre per fare il massimo" continua l'allenatore del Manchester, "a calcio, una partita dura 90'. A Manchester non siamo stati bravi, giochiamo contro una super squadra e non possiamo dar loro vantaggi". Lo fanno molte squadre. Una volta che giochi per questo club, diventi parte di questa famiglia anche se vai da un'altra parte. "E saranno quelle a farci capire se andremo in Europa League" continua Mourinho. Anche se hanno tutto il potenziale per farlo. Tre punti necessari per entrambe: la Juve, come detto, salendo a quota 12 avrebbe già la certezza del passaggio del turno da capolista, potendo così eventualmente "riposare" in vista del rush finale; perdendo, invece, il Manchester United rischierebbe di essere risucchiato da una tra Valencia e Young Boys, fatto che metterebbe a rischio la qualificazione.

Quella di Allegri è una strategia giusta, ma cozza contro la realtà dei fatti, ovvero che in questo momento la Juve non ha ancora trovato un avversario che l'abbia messa davvero in difficoltà. Io dico che è un buon rapporto allenatore-giocatore.

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