Continua la ricerca sul rapporto tra uso del cellulare e cancro

Barsaba Taglieri
Novembre 6, 2018

Non è ancora chiaro se la RFR [radiofrequency radiation], il tipo di radiazione a bassa energia emessa dai telefoni cellulari mentre sono in uso, possa causare effetti nocivi sulla salute delle persone. Nella grandissima parte dei casi questi studi non hanno trovato un nesso causale tra l'esposizione ai telefonini e particolari malattie, come i tumori. I censimenti e gli studi epidemiologici sugli uomini non hanno mai presentato motivi di allarme. "Nel nostro caso, l'intero corpo dei topi e ratti è stato irradiato con onde radio simili, mentre le persone di solito mettono il telefono in un punto specifico sulla loro testa, e non lo fanno spesso, come nel nostro caso", ha sottolineato John Butcher, il capo della collaborazione del National Toxicology Program. Dei 3mila topi e ratti, maschi e femmine, utilizzati per lo studio, i più deboli soggetti all'esposizione che hanno sviluppato forme tumorali sono i ratti maschi: il 2-3 per cento dei ratti maschi è stato colpito da un glioma maligno, un cancro del tessuto cerebrale. La quarta generazione è emersa all'inizio di questo decennio ed è diventata uno standard a partire dal 2012, dopo non poche difficoltà sul mettere d'accordo governi, operatori e produttori di telefoni sulle frequenze e i sistemi da utilizzare.

I ratti oltre ad avere una biologia diversa dalla nostra sono stati esposti a 9 ore quotidiane di radiazioni che comunque erano a livelli del tutto superiori a quelli previsti nei nostri dispositivi.

Il carico per il cervello di un essere così piccolo non è paragonabile con quello che subisce il nostro corpo. Durante la gestazione delle madri, i topi sono stati esposti a radiazioni, influenzando la loro crescita embrionale.

Il National Toxicology Program classifica le evidenze di ciò che mostrano i suoi studi in quattro categorie principali: "chiara evidenza", "qualche evidenza", "evidenza ambigua" e "nessuna evidenza". Tumori noti come feocromocitomi.

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