Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni recensione

Ausiliatrice Cristiano
Novembre 5, 2018

Prodotto da Mark Gordon e Larry Franco, Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni si arricchisce della presenza di Keira Knightley nel ruolo della Fata Confetto e di una speciale performance di Misty Copeland. Durata 100 minuti. Distribuito da Walt Disney Pictures.

La trama ruota attorno alle vicende di Clara, la quale desidera una chiave, unica nel suo genere, che possa aprire una scatola contenente un dono inestimabile della madre scomparsa. "Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni" è la nuova pellicola, liberamente ispirata al racconto breve Lo Schiaccianoci di E. T. A. Hoffman e a Lo Schiaccianoci di Čajkovskij, che si basa a sua volta sulla riduzione di Dumas.

La giovane Clara notando il marchio di fabbrica del padre adottivo della madre di Clara, il signor Drosselmeyer (Morgan Freeman), decide di chiedergli aiuto la sera stessa alla festa che l'inventore indice tutti gli anni durante la vigilia di Natale. Luogo in cui vive la malvagia Madre Cicogna (Helen Mirren) per recuperare la preziosa chiave e riportare l'armonia nell'instabile mondo. Con la caccia alla chiave utile a risolvere il mistero, scatta una straordinaria avventura in questo mondo magico e diviso in quattro magici regni ove il talento e l'immaginazione hanno reso tangibili i sogni.

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni è una bella confezione, riccamente ornata, ma vuota al suo interno. Seguendo letteralmente un filo d'oro, entra in un mondo fantastico popolato da creature dei boschi, fate, confetti e fiocchi di neve che hanno preso vita grazie a sua madre, una donna ingegnosa e intelligente, capace di posporre i propri interessi personali a quelli del suo popolo.

Catapultati in un'aria natalizia ma...

... "Tchaikovsky è stato uno dei più grandi scrittori di melodia di tutti i tempi - ha affermato Howard - le sfumature della musica del famosissimo balletto sono diventate parte del vocabolario delle colonne sonore". Gli abiti sfarzosi e capigliature scelte ad hoc primeggiano, la scenografia è impeccabile: rimarrete incantati.

È qui, ovviamente, che la magia del film e le musiche di Čajkovskij (in parte rivisitate da James Newton Howard) si liberano con forza: questa novella Alice (nel paese delle "apparenti" meraviglie) si ritrova catapultata in un contesto sconcertante e bellissimo al tempo stesso, popolato da bizzarri abitanti, terre incantevoli e luoghi altresì minacciosi.

Ma la sceneggiatura non è il massimo: i personaggi non sono ben caratterizzati e non si evolvono durante la vicenda, non danno molte spiegazioni delle azioni che compiono, inoltre sembra che il film scorra in modo troppo fugace come se avessero i minuti contati.

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