Manovra: Tria, Italia che cresce fa bene anche all'Ue

Paterniano Del Favero
Novembre 2, 2018

Al tavolo delle trattative, accanto al presidente del Consiglio, si sono seduti i ministri Giovanni Tria e Danilo Toninelli, Riccardo Fraccaro, Laura Castelli e i tecnici del Mef. "Tria parla di "grande equivoco", dato che il governo non vuole in alcun modo l'uscita dell'Italia dall'euro o dall'Unione europea". Per questo motivo, dunque, lo sforamento del deficit per Tria è una necessità perché solo così il Pil potrebbe tornare a crescere. "La manovra non piace all'Europa e non piace nemmeno agli italiani", ha sentenziato l'ex premier Silvio Berlusconi, sottolineando che, dal suo punto di vista, la nuova legge aumenta il debito per puro assistenzialismo e non per risollevare la crescita o creare posti di lavoro. Il ministro dell'Economia inoltre assicura: "Il deficit non salirà oltre il 2,4% nel 2019 qualora non verranno centrati gli obiettivi di finanza pubblica". Secondo Tria, il contenimento del deficit finora non ha funzionato e i problemi dell'Italia non sono stati risolti, né il rispetto dei parametri Ue ha avuto impatto positivo sulla crescita.

"I fondamentali economici non giustificano la crisi attuale e i livelli di spread" perché "c'è ancora un elevato grado di fiducia delle famiglia e delle imprese e dellacompetitività internazionale, ma "il deterioramento del quadro internazionale" può causare "il rallentamento degli investimenti e carenza di domanda aggregata".

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