Cina, sì alle ossa di tigre

Bruno Cirelli
Novembre 2, 2018

Entrambe le specie sono in via di estinzione e la Cina ne ha vietato il commercio nel 1993.

I corni di rinoceronte e alcune parti della tigre sono molto apprezzate dalla medicina tradizionale cinese. Basti pensare alla messa al bando del commercio di avorio entrata in vigore alla fine del 2017. Solo le autorità incaricate del patrimonio e del turismo potranno autorizzare "scambi culturali temporanei" di opere realizzate con prodotti derivati da questi animali.

Sia le ossa di tigre che corni di rinoceronte sono stati rimossi dalla farmacopea della medicina tradizionale cinese nel 1993 e nel 2010 la Federazione mondiale delle Società di medicina cinese aveva esortato i suoi membri a "non utilizzare le ossa di questo felino minacciato o altre parti di specie in via di estinzione".

Le ragioni sono molteplici. E invita con urgenza la Cina a mantenere il divieto del commercio di ossa di tigre e corno di rinoceronte: un commercio che ha un impatto drammatico nella conservazione di queste due specie iconiche. In secondo luogo, laddove esiste un mercato legale, si può favorire indirettamente quello illegale, sfruttando coperture e funzionari compiacenti attraverso la corruzione. In ultima istanza, la presenza di un mercato illegale e di uno legale potrebbe aumentare la confusione tra forze dell'ordine e dei consumatori, catalizzando il commercio di altre parti di tigre e rinoceronte.

Insomma, anche se il ministro degli esteri cinese Lu Kang si è affrettato a sottolineare che le modifiche annunciate serviranno a "colmare lacune della precedente regolamentazione", il fatto che parti di animali fortemente minacciati possano tornare in vendita non può che preoccupare chi da anni si batte per la loro conservazione.

"Con questo annuncio, il governo cinese ha firmato una condanna a morte per rinoceronti e tigri in pericolo che hanno già affrontato una miriade di minacce alla loro sopravvivenza", ha detto Iris Ho, del programma per la fauna selvatica della Humane Society International. Margaret Kinnaird, del Wwf, afferma che la ripresa di questo commercio "avrà conseguenze devastanti e globali". Quindi non solo è stato legalizzato l'uso a scopo medico di parti di tigre e corno di rinoceronte ma anche il commercio interno di oggetti antichi ricavati da questi animali. In Asia sono presenti tre specie di rinoceronte che potrebbero essere coinvolte, ovvero il rinoceronte indiano, il rinoceronte di Giava e il rinoceronte di Sumatra. "Anche le vendite di prodotti con ingredienti contenenti rinoceronte, tigre e i relativi prodotti saranno classificate come illegali".

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