Ancora campione del mondo Hamilton come Fangio

Rufina Vignone
Novembre 2, 2018

Le Ferrari hanno corso bene, sono salite sul podio con Sebastian davanti a Kimi.

Un vero e proprio appuntamento con la storia. Hamilton a un certo punto è sembrato quasi avere uno scatto migliore, salvo poi desistere alla prima curva. È la quinta volta in carriera. "Sono tornato a Los Angeles dove c'erano i miei cani (Roscoe e Coco; n.d.r.) lunedì ho fatto riunioni tutto il giorno e la sera ho festeggiato con un cena con amici, tutto qui, sono soddisfatto, non mi manca niente".

Mentre la rossa numero 5 volava all'inseguimento di Verstappen, nella testa di tanti tifosi del cavallino si materializzava la più crudele, ma veritiera, delle domande: "con una macchina così, se non fossero arrivati i troppi errori di Sebastian Vettel, il finale sarebbe stato inevitabilmente questo?". Per l'inglese, prima di subire il sorpasso, subito sosta ai box al giro 12, possibile l'unica sosta che porterebbe Hamilton fino alla fine.

Il pilota più cool del circus ha conservato la Mercedes sul gradino più alto, costringendo i team avversari più ambiziosi - dalla Ferrari alla Red Bull - ad un'altra annata di cocenti delusioni, se si esclude una breve fase del mondiale in cui l'inglese ha avuto qualche passaggio a vuoto, ma più per una calo della vettura che per responsabilità sue. Il che aumenta un po' i rimpianti per quello che poteva essere e non è stato.

Hamilton è campione del mondo di Formula 1. Un Vettel che sull'alto circuito dedicato ai compianti piloti-fratelli Pedro e Ricardo Rodriguez non ha commesso errori e ha condotto una gara all'insegna dell'attacco. C'è qualcosa che accomuna questi due maestri del pilotaggio: l'intelligenza tattica, la strenua volontà, e la sensibilità di guida in ogni condizione.

Futuro che, a mio parere, vedrà grandi duelli fra giovani piloti. I camion stanno lentamente raccogliendo le monoposto che hanno macinato chilometri, in quel di Città del Messico, e le ultime ore di fatica dei meccanici verranno ripagate da un lungo sonno e da risultati inaspettati.

Meglio delle rosee fanno stavolta le Toro Rosso: Pierre Gasly ottiene l'ultima posizione a punti, decimo, davanti a Esteban Ocon e Brendon Hartley, che a sua volta si è difeso fino all'ultimo da Lance Stroll e Sergey Sirotkin.

Una gara emozionante e ricca di colpi di scena, che ha visto la capacità di gestione del pilota britannico, che sapeva benissimo di potersi permettere di arrivare anche in settima posizione per aggiudicarsi il titolo Mondiale. Più staccato Ricciardo, sesto con 146 punti.

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