’Ndrangheta, l’ex attaccante dell’Udinese Iaquinta condannato a due anni

Rufina Vignone
Novembre 1, 2018

L'ex attaccante dell'Udinese e della Nazionale campione del Mondo Vincenzo Iaquinta è stato condannato a due anni di detenzione nel processo di 'Ndrangheta "Aemilia". Per lui la Direzione distrettuale antimafia (Dda) aveva chiesto sei anni per reati di armi.

Così ha commentato la decisione del tribunale lo stesso ex calciatore calabrese, come ha riportato il video pubblicato su Facebook da Angelo Forgione fanpage: "Il nome 'ndrangheta non sappiamo neanche cosa sia nella nostra famiglia". Non e' possibile. Andremo avanti. Io ho vinto un Mondiale e sono orgoglioso di essere calabrese. Noi non abbiamo fatto niente perche' con la 'ndrangheta non c'entriamo niente. Sto soffrendo come un cane per la mia famiglia e per i miei bambini, senza aver fatto niente. Prima della sentenza odierna, una di esse è deceduta, mentre un'altra, Karima Baachaoui, è latitante.

Per Vincenzo, il pm aveva inizialmente avanzato una richiesta di 6 anni: "Vergogna, ridicoli!".

In totale, su 150 imputati, sono state 125 le condanne, 19 le assoluzioni e 4 le prescrizioni per i 148 imputati. Gli altri due, Salvatore Muto e Antonio Valerio, attendono la sentenza di oggi.

Cutro è il paese della provincia di Crotone da cui è partita la "colonizzazione" di Quarto Casella, il paese della provincia di Reggio Emilia al centro dell'inchiesta per la presenza di una fortissima locale di 'ndrangheta. Mezzetti rivendica l'impegno della Regione in questi anni contro la mafia: dai progetti con le scuole al recupero dei beni confiscati; dalla white list delle aziende impegnate nella ricostruzione post-sisma al Testo unico per la legalità; dal sostegno anche economico per lo svolgimento del processo Aemilia a Bologna e Reggio Emilia fino alla costituzione di parte civile. L'ha scritta assieme a Cristina Beretti, giudice sotto scorta e presidente del Tribunale di Reggio Emilia, e all'altro giudice reggiano Andrea Rat.

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