Caso Orlandi, il Vaticano indaga sul ritrovamento di alcune ossa

Bruno Cirelli
Ottobre 31, 2018

La Procura di Roma indaga per omicidio dopo il ritrovamento, avvenuto alcune ore fa, di alcune ossa in un edificio di proprietà del Vaticano. Si tratta di un locale annesso alla sede della Nunziatura apostolica di via Po a Roma. Non si sa al momento né a che epoca risalgano i resti né se riguardino una sola persona. Va però detto che in passato si sarebbero già verificati episodi analoghi. In particolare si stanno eseguendo comparazioni sul cranio e sui denti. Le indagini vaticane si svolgono in collaborazione con la magistratura italiana. Allo stato attuale, spiega il Vaticano, il procuratore capo di Roma, dottor Giuseppe Pignatone, ha delegato la polizia scientifica e la squadra mobile della questura di Roma al fine di "stabilirne l'età, il sesso e la datazione della morte". I magistrati di piazzale Clodio hanno avviato una serie di accertamenti tecnici per capire a chi cercare appartengano questi resti e, in particolare, se abbiano una compatibilita' con il Dna di Emanuela Orlandi o Mirella Gregori, le due 16enni scomparse a Roma nel 1983. L'edificio, in cui era stato sepolto anche Renatino De Pedis, il boss della banda della Magliana, è oggi la sede dell'Università Santa Croce dell'Opus Dei.

I riflettori puntati sul caso di Emanuela Orlandi si sono accesi ancora una volta. E infatti da alcuni mesi la denuncia di scomparsa è di nuovo sui tavoli della Gendarmeria e del Promotore di Giustizia. Il fascicolo è stato aperto "ma da allora non è stato fatto niente, non è stato interrogato nessuno", ha denunciato più volte l'avvocato Laura Sgrò, legale di Pietro Orlandi. All'epoca dei fatti, nel 1983, era a Roma, era un personaggio a conoscenza "di quello che succedeva", collegato alla banda della Magliana, ritenuta invischiata nella scomparsa della ragazza. Emanuela Orlandi, cittadina vaticana, è scomparsa il 22 giugno del 1983, dopo essere uscita dalla lezione di musica. Non mi basta che papa Francesco mi dica 'Emanuela sta in cielo'. Mirella non conosceva Emanuela, né le due ragazze avevano frequentazioni in comune. Mirella scomparve dopo aver detto alla madre che "aveva un appuntamento" presso il monumento al bersagliere di Porta Pia con un vecchio compagno di classe, che peraltro quel pomeriggio era impegnato altrove. La notizia è stata data dall'agenzia Ansa e ha avuto subito l'effetto di una bomba. Quella che sembrava la scomparsa di una adolescente si è trasformata in un giallo internazionale che coinvolge la Santa Sede. Il Papa interviene con diversi appelli.

Senza elementi, la prima inchiesta viene chiusa nel luglio 1997. Ma neanche su questa pista emergono prove. Il 6 maggio 2016 la Cassazione aveva confermato l'archiviazione dell'inchiesta.

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