Società e malavita, Report indaga sul caso Juventus

Rufina Vignone
Ottobre 30, 2018

"Uno degli striscioni dovrebbe averlo fatto lui, dicendomi che con Alessandro (D'Angelo, il security manager della Juventus, ndr) riuscivano a fare tutto, non ci sarebbe stato nessun problema perché, come al solito, sarebbero riusciti a far entrare tutto, Alessandro mi aiuta a far entrare tutto".

Spazio poi a quello che era il rapporto tra alcuni dirigenti e le frange più estreme del tifo bianconero: "Dalle intercettazioni emerge che fu proprio il responsabile della sicurezza della Juventus Alessandro D'Angelo insieme a Raffaello Bucci - all'epoca un semplice ultrà - a trattare e a fare entrare gli striscioni sulla tragedia di Superga".

"Non mi venire allo stadio a fare stare zitta la curva al derby e devo sentire i bovini cantare!" Individuato in Rocco Dominello, figlio del boss Saverio, durante la trattativa per evitare lo sciopero degli ultras in occasione del derby del febbraio 2014. La Juve dovrà pagare una multa per questo, tuttavia il capo della security è disposto sia ad aiutarli sia a pagare la multa. "Cosa c'è in quegli zaini?" è la domanda che si pone Report, e la cui risposta potrebbe essere fornita questa sera alle 21.15, in cui verranno svelate "testimonianze, intercettazioni e documenti che spiegano perché la versione fornita dal presidente della Juventus Andrea Agnelli non è credibile". L'apertura con le parole di Andrea Agnelli: "Alessandro D'Angelo non ha aiutato a introdurre striscioni canaglia sulla tragedia di Superga". Anche Gabriella Bernardis, ex compagna di Raffaello Bucci conferma come D'Angelo fosse l'anello di congiunzione tra ultrà e Juventus.

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