TORINO. A Torino Tav fa discutere, Appendino spinge per il no

Paterniano Del Favero
Ottobre 29, 2018

"Torino dice Si alla Tav, #Torino dicebasta", hanno scritto su alcuni cartelli spingendo il presidente del consiglio comunale a sospendere per qualche minuto la seduta e a convocare la conferenza dei capigruppo.

Di Maio: "Noi contro, é in Contratto" - "Da sempre noi siamo contrari alla Tav, e soprattutto è nel contratto di governo".

Momenti di tensione si sono verificati anche sotto i portici del municipio di Torino, dove si sono fronteggiati il movimento No Tav e i manifestanti a favore dell'opera, sindacalisti delle sigle di categoria ed esponenti di Forza Italia. "Credo che in questo momento nessuno del governo a Roma abbia intenzione di foraggiare quest'opera".

In attesa che venga completata l'analisi costi-benefici annunciata dal governo, il no del vicepremier desta più di una preoccupazione in Piemonte. Tra le richieste anche la revoca della nomina di Mario Virano a direttore generale di Telt, la società italo-francese incaricata di realizzare e poi gestire la nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità, nonchè l'abolizione del ruolo di commissario straordinario del governo per la Torino-Lione affidato a Paolo Foietta.

Una presa di posizione che è già stata contestata dagli imprenditori dell'Unione Industriale di Torino: "Negare la Tav in modo ufficiale è gravissimo, è un atto di gravissima responsabilità politica - ha dichiarato il presidente Dario Gallina -".

Le associazioni che rappresentano il mondo produttivo, hanno anche ricordato "quanto sia stato condiviso e approfondito il percorso che ha portato all'apertura dei primi cantieri relativi alla Tav Torino Lione, oltre agli impegni che l'Italia come Stato ha assunto nei confronti della Francia e dell'Europa". La sindaca di Torino Chiara Appendino, a margine del Climathon, la maratona di idee sui cambiamenti climatici, risponde a una domanda sulle polemiche per l'ordine del giorno M5S contrario all'opera che sarà discusso lunedì in Consiglio comunale. Ma con i no non si governa una nazione, né una grande città.

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