Manovra, Tria sta con Draghi: "Lo spread alto è dannoso"

Paterniano Del Favero
Ottobre 29, 2018

A dirlo è il ministro dell'Economia Giovanni Tria in occasione della festa del quotidiano 'Il Foglio' a Firenze. Il confronto tra il numero uno di via Settembre e, in particolare, il leader M5S Luigi Di Maio è stato a tratti aspro in queste ultime settimane e così Tria evita di criticarlo apertamente senza però risparmiarsi un rinnovato invito alla "prudenza": la stabilità politica e sociale, è la sua tesi, rappresentano la vera 'cartà da giocare in Europa e sui mercati. "C'è un'incertezza politica su dove intende andare il Paese". Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:. Non tutti concordano con questa previsione (per esempio Bankitalia) e Tria stesso ha riconosciuto che con una crescita minore, salirebbe il deficit con le prevedibili conseguenze. "Nel bilancio dello Stato ci sono soldi per gli investimenti, ma non riusciamo ad attivarli". Dobbiamo togliere gli intoppi.

Se c'è un treno in corsa, sarei molto contento di far scendere il pilota nazionale e di far salire il pilota europeo. "Devono ripartire i cantieri, non si possono tenere bloccate le opere pubbliche". " Dopo un anno abbiamo tre commissari e non ho visto nessun piano industriale, c'è un problema del prestito ponte di 900 milioni che deve essere restituito", secondo le regole europee, "bisogna vedere in che modo gestire questo debito". Il ministro dell'Economia assicura che i nostri istituti di credito sono "ancora" solidi ma anticipa che il governo di fronte a una nuova crisi sarebbe pronto a intervenire. Quanto all'ipotesi dell'intervento di Fs nel capitale di Alitalia Tria ha spiegato che "il consiglio d'amministazione della società del Tesoro farà le sue valutazioni in autonomia".

"Il vero problema dell'Europa è non avere un centro politico discrezionale".

E a proposito di Europa, ieri sulla "Frankfurter Allgemeine Zeitung", il responsabile del dipartimento di Finanza pubblica della Bundesbank, Karsten Wendorff, ha proposto all'Italia una "patrimoniale" per ridurre il debito pubblico: i risparmiatori dovrebbero investire il 20% del loro patrimonio netto in titoli di Stato "di solidarietà".

L'esponente del Comitato economico della Fondazione Craxi ha concluso, sostenendo la necessità inequivocabile che, nell'epoca della globalizzazione, l'Europa superi i problemi interni di cui è afflitta ormai da decenni.

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