Di Maio, non ho litigato con Draghi

Paterniano Del Favero
Ottobre 28, 2018

Non solo in Europa: negli Usa, ad esempio, il presidente Donald Trump ha lanciato un attacco alla Fed senza precedenti, definendo il presidente, peraltro da lui stesso scelto, "una minaccia" per la crescita e la banca centrale "impazzita" perché rialza i tassi.

Nulla di più lontano dal "consenso di politica monetaria" - lo chiama così il presidente della Bce - creatosi su scala globale dopo i decenni dell'iperinflazione e rimasto ben solido fino alla crisi finanziaria. Il ministro per gli Affari Europei ha confermato che "non ci sono dubbi che la manovra rimarrà tale e quale", anche se lo spread dovesse impennarsi. "Lavoreremo giorno e notte - ha detto - questo lo assicuro a tutti i cittadini, per ritornare alla normalità".

"Draghi può dire quello che vuole e non sono nessuno per censurare quello che dice" ha aggiunto.

Dove in ampi settori della maggioranza si chiede un ritorno al 'matrimonio' fra Bankitalia e il Tesoro, quello che finì con il divorzio del 1981, all'indomani dell'ingresso dell'Italia nel meccanismo dei tassi di cambio che fu precursore dell'euro. Di Maio ha quindi ribadito che "le due cose non si toccano e il reddito di cittadinanza non si ridimensiona: questo fa solo parte di leggende metropolitane che sento girare in questi giorni".

Giovedì mattina Draghi si mostra ottimista su un'intesa tra Roma e Bruxelles e invita ad abbassare i toni per raffreddare lo spread, la cui risalita sta mettendo in difficoltà i bilanci delle banche.

Ma ricostruiamo per ordine le 24 ore che hanno guastato i rapporti tra Palazzo Chigi e l'Eurotower. Tra l'altro le banche italiane, in controtendenza rispetto alle europee, a seguito del balzo dello spread hanno dato una prima stretta alle condizioni con cui concedono prestiti.

Alla domanda sul parere dell'agenzia di rating Standard and Poor's (COSA SONO), Di Maio afferma: "Non ci ha declassati". Incalzato dai giornalisti, il presidente della BCE ha manifestato la sua preoccupazione perché "con lo spread sopra i 300 punti, in Italia rischiano le banche, le famiglie e le imprese". Nella sera di ieri, il governatore della Banca Centrale Europea aveva dichiarato: "È fondamentale per i Paesi altamente indebitati rispettare le regole del Patto di Stabilità e Crescita in modo da assicurare una solida posizione di bilancio", aggiungendo inoltre di sentirsi "preoccupato da eventuali tagli del rating italiano che potrebbero mettere le banche italiane al di fuori dei meccanismi ordinari di approvvigionamento di liquidità tramite la Bce".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE