Michael Moore: Incontro, "Matteo Salvini è un razzista !"

Ausiliatrice Cristiano
Ottobre 23, 2018

Nel weekend la 13esima Festa del Cinema di Roma è stata travolta dal ciclone Michael Moore, premio Oscar sbarcato nella Capitale per presentare il suo ultimo documentario, Fahrenheit 11/9, vero e proprio atto d'accusa nei confronti della politica americana e della presidenza Trump. Una firma riconoscibile anche dai meno avvezzi quella di Michael Moore, che ci ha abituato negli anni ai suoi racconti del reale, sarcastiche e accorate fotografie di un'America frastornata, contraddittoria eppure appassionata, ma più in generale del mondo e della necessità di agire. Titolo originale: Fahrenheit 11/9.

Pur non parlando l'italiano, Moore ha provato l'esperienza mistica di guardare la televisione italiana in questi giorni di promozione a Roma, e ha notato che il sano intrattenimento é totalmente scomparso dal piccolo schermo.

Moore dice esplicitamente che i Russi tramite Putin hanno permesso che Trump diventasse presidente; ma non c'è solo questo. Un cautionary tale che, nonostante la sua necessarietà, non avremmo voluto ricordare.

Moore riconosce i problemi dell'Italia riguardo all'immigrazione e si dispiace per il fatto che gli Stati Uniti non possano contribuire ad aiutarla. Teme che se il popolo non gira pagina si può autodistruggere.

Nel documentario, della durata di due ore, protagonista non solo Donald Trump ma tutta la politica e la stessa società americana.

"Se non ti piacciono i matrimoni gay, non sposare un uomo". In questo caso è lo stesso Obama a deludere i cittadini - che nutrivano nel primo presidente nero della storia grandi speranze - dimostrandosi dalla parte del sistema. Un intrattenitore che tutti, media per primi, hanno sottovalutato. A condannare a morte o a gravi malattie tanti innocenti è stata al solito l'avidità di guadagno e la colpa, per cui non ha pagato e non pagherà, del governatore del Michigan Rick Snyder, che per compiacere i suoi ricchi elettori nell'industria ha fatto costruire un nuovo e inutile acquedotto, prendendo l'acqua potabile non più dalle acque pulite del lago Huron, ma da un fiume inquinatissimo, nascondendo in seguito i risultati delle analisi quando la concentrazione di piombo nel sangue delle ignare vittime superava il valore di 3.5 considerato tollerabile dall'uomo e arrivava perfino a 14. Steve Bannon? Un genio da cui l'Europa dovrebbe guardarsi.

Il documentario si apre il 7 novembre a Filadelfia alla vigilia dei risultati elettorali: la telecamera sguscia via tra la folla divisa tra sostenitori e detrattori di Trump, la vittoria della Clinton è data quasi per certa con un ampio margine di vantaggio. Non un Paese da restaurare ma da rifondare per l'ennesima volta, perché l'America ideale, quella del Sogno, delle porte aperte al mondo, non è forse mai esistita.

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