Renzi alla Leopolda: "Contro di noi una campagna d'odio in questi mesi"

Paterniano Del Favero
Ottobre 22, 2018

"Il presidente Rai ha detto ad una tv israeliana che gli eurodeputati PD sono finanziati da Soros". Tutti gli intervenuti hanno ribadito che si tratta del 'nostro partito'. "I giacobini finiranno sul patibolo come sempre, alla mistificazione costante rispondiamo coi numeri e con la realtà". Almeno finché non si deve per forza tirare in ballo la giovane università all'ombra del Vaticano e il suo supposto ruolo nella formazione della classe dirigente gialloverde che fino a un paio di mesi fa ha riempito le pagine di tabloid e riviste nonostante le continue smentite dei diretti interessati (e dei fatti, che hanno sempre l'ultima parola). Non mi pare, dalla direzione che prende. "Noi siamo quelli che barcollano ma non mollano, quelli che restano ma anche quelli che si rimettono in cammino perché non vogliono lasciare l'Italia in mano ai cialtroni che la vogliono distruggere".

"I barbari li avevano già romanizzati, pezzi importanti dell' establishment avevano già detto no al referendum, come pezzi del sistema economico e finanziario e l'Economist", ha detto Matteo Renzi chiudendo la tre giorni della Leopolda. "C'era un disegno - ha spiegato - sostenuto da personaggi di grande rilevanza, trasformarci in una sorta di piccoli alleati saggi del M5s e pensare che l'ala piu' razionale della destra dovesse fare altrettanto con Salvini, per arrivare a un bipolarismo populista".

"Noi abbiamo detto di no" al governo Pd-M5s "non per i popcorn, ma perche' pensiamo che la politica sia passione, idealita', valori, non poltrone".

"Ci sono compagni di strada che non hanno avuto niente da dire sul mio carattere fintanto che grazie a quel carattere stavano a fare i ministri: quando è finito tutto, si sono accorti del problema del mio carattere" ha concluso Renzi.

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