Morbillo, morte sospetta a Trieste

Barsaba Taglieri
Ottobre 22, 2018

Il primo caso, ha riguardato una donna colpita da una grave forma di polmonite. Tutti i contagi sono stati riscontrati in diversi reparti degli ospedali Maggiore e di Cattinara. Delle persone già ammalatesi, casi quindi già noti dei quali si era data notizia nei giorni scorsi, un paziente immunocompromesso con polmonite severa risulta ora ricoverato in area critica. Da qui la decisione delle direzioni sanitarie degli ospedali in questioni di procedere con la profilassi per il personale che non lo ha effettuato. Nel suo corpo è stato rintracciato il virus, ma saranno le analisi a stabilire se la causa del decesso sia stata il morbillo.

Tra mercoledì e sabato sono venuti alla luce gli ultimi due casi. Per accertare invece le cause del paziente deceduto bisognerà aspettare i nuovi accertamenti a partire dalla prossima settimana, che potranno anche dare nuovi dati sull'estensione del focolaio. L'Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste conferma che sono in atto tutte le azioni di profilassi previste nei confronti dei dipendenti e dei pazienti potenzialmente a rischio.

Inoltre aggiunge che le vaccinazioni, tra dipendenti, fornitori e familiari, stanno coinvolgendo 200-250 persone. Riccardo Tominza, direttore del dipartimento di Igiene e sanità pubblica ha spiegato che dal momento che il tasso di vaccinazione è molto basso, "era prevedibile che prima o poi vi fosse un focolaio". "Solamente la fascia 1-17 anni è risalita al 90%". L'uomo si è pronunciato duramente riguardo la vicenda, dichiarando, con tanto di stupore, che in Messico dal 1996 non si hanno più vittime per morbillo, mentre in Italia si è addirittura verificata una morte nelle recenti ore e ciò non puo essere considerato di certo un vanto per il nostro Paese. Complessivamente a livello locale è all'87%, "e siamo al di sotto della soglia dell'immunità di gregge che è del 95%".

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