Il sindaco di Riace da Fazio: 'Anche i nazisti rispettavano le leggi'

Ausiliatrice Cristiano
Ottobre 22, 2018

Mimmo Lucano, il sindaco di Riace prima ai domiciliari con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e poi, revocati gli arresti, con divieto di dimora nel suo paese, ha accettato l'invito di Fabio Fazio spiegando in diretta su Rai 1 le basi del "modello Riace". "E così - ha raccontato Lucano - abbiamo sperimentato l'accoglienza spontanea, nessuno può rimanere indifferente quando qualcuno ti chiede di essere aiutato". Non è possibile che debba prevalere questa società della barbarie. "Questo programma va in onda da 16 anni e ha l'obiettivo di raccontare il nostro tempo" ha detto Fazio che ha proseguito affermando che è "doveroso ospitare tutti", poiché "la tv pubblica deve includere e non escludere". Il sindaco ha parlato della sua città, dello sbarco del 1998, quando un vascello con 250 profughi arrivò sulla spiaggia e di come è nata l'idea che con l'arrivo di queste persone si potesse ricominciare a costruire una comunità a Riace.

Ma cos'è il "modello Riace", ha chiesto Fazio. "Non c'era uno schema - la risposta del sindaco - ma solo un'idea diventata una strategia che è quella di aiutare questi migranti".

Fazio domanda a Lucano se il dovere di un amministratore è quello di rispettare la legge: "Io rispetto la legge - precisa- e anche il matrimonio di cui mi accusano è stato regolare, tra due persone che si conoscevano, io mi sono limitato a seguire la norma".

"Io pensavo che l'amministrazione comunale doveva occuparsi di questo aspetto, specie nella nostra terra, una terra con il sogno dell'accoglienza".

"Quando si vede qualcuno che muore è impossibile rimanere indifferenti, non si può stare fermi perché lo dice la legge. La giustizia ha un valore molto più profondo, anche le leggi nel periodo nazista erano la legalità, però è stato un dramma per l'umanità".

"Sono giorni di amarezza - ha concluso - ma non ho mai pensato 'meglio non farlo'". Poi aggiunge di aver giurato sulla Costituzione italiana e cita l'articolo 10 della Carta, quello che recita che l'ordinamento italiano 'si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute' e 'la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali'. Lucano spiega: "Voglio tornare a Riace il più presto possibile". Il nostro sforzo è costruire una società dove non ci sono pregiudizi: "incontrare un'altra persona dovrebbe essere sempre un orgoglio".

Ed è proprio da lì che Lucano intende ripartire: "Possiamo tornare alle origini, com'è stato nei primi quattro anni, come volontari", e "facendo affidamento sulla rete internazionale di solidarietà che vede Riace come una speranza per una diversa umanità", ha detto Lucano, che conta di "recuperare crediti su attività già svolte".

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