L'alcol uccide di più di sigarette e droga messe insieme

Barsaba Taglieri
Ottobre 21, 2018

Si beve sempre di più per una questione sociale.

L'alcol è la sostanza psicotropa in assoluto più pericolosa. L'Italia supera nettamente la media mondiale di un consumatore di alcol su tre: il 60% degli italiani, infatti, consuma una o più dosi di alcol al giorno. E sono 8,6 milioni i consumatori a rischio, di cui 1,5 tra gli adolescenti. E la differenza tra uomini e donne si è molto attenuata negli anni.

È quanto emerge dal rapporto 'Indagine sull'alcolismo in Italia. L'ultimo rapporto sull'alcolismo in Italia delinea un tracciato spaventoso. Tre percorsi di ricercà, realizzato nell'ambito delle attività previste dall'Osservatorio permanente Eurispes-Enpam su "Salute, previdenza e legalità".

L'alcol come "immagine positiva".

Il dato relativo alla risposta "convivialità" passa dall' 16,5% nella fascia tra i 18-24 anni ad un valore massimo di 26,8% nella fascia dei più anziani. Sono i più giovani, invece, ad associare all'alcol il concetto di "piacere".

Entrando nel merito del consumo di alcol, le risposte raccontano un consumo "normale", quasi moderato. Sette ragazzi su dieci rispondono che queste bevande "piacciono" (71,1 per cento), oltre un quinto sottolinea che "aiutano a divertirsi" (21,6 per cento), il 4 per cento confessa che servono a "dimenticare i problemi", il 3,2 per cento se la cava con un "lo fanno tutti".

I giovani italiani iniziano a bere sempre prima. Solo in due casi su dieci si beve durante i pasti. Il 15,8% ha bevuto il primo bicchiere tra gli 11 e i 13 anni, e tra i maschi la percentuale sale al 20,5%; un terzo della popolazione lo ha fatto tra i 14 e i 17 anni (33,5%), per due su dieci il "debutto" è avvenuto tra i 18 e i 20 anni (20,1%), il 12,4% ha iniziato a bere dopo i vent'anni. Negli ultimi 10 anni si sono registrati ben 435mila decessi, tutti legati direttamente o indirettamente all'abuso di sostanze alcoliche. La tendenza a bere in compagnia è più accentuata tra i giovani 18-24 anni (45%), mentre tra i 25-34enni l'abitudine a bere quando se ne ha voglia raggiunge il 32,7%. Questo risultato appare particolarmente interessante se confrontato con il parere dei medici, secondo i quali il consumo eccessivo di alcol non appartiene a nessuna particolare tipologia di paziente, ma coinvolge, in maniera più o meno intensa e massiva, l'intera società. Al Nord-Ovest il triste primato del numero più alto di bevitori eccessivi.

Un fatto allarmante è il consumo di alcol da parte dei minorenni nonostante il divieto: il 54,4% dei minorenni intervistati ammette di aver comprato la sostanza anche se la legge italiana lo proibisce.

E ancora, il 9,2% beve per "affrontare una situazione complicata", il 2,2% per "reagire a un insuccesso" (cifra raddoppiata rispetto al 2010).

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