Condono, Di Maio: "Al Colle un testo manipolato. Denuncio in Procura"

Paterniano Del Favero
Ottobre 21, 2018

Una "manina" ha modificato il testo del decreto fiscale, collegato alla manovra, inserendo delle norme sul condono e lo scudo fiscale per i capitali all'estero prima di inviarlo al Quirinale. "Ma poi... chi vorrebbe denunciare?".

Ma il Colle smentisce che il documento sia mai arrivato.

L'accusa di avere manipolato il testo destinato (ma non ancora inviato) al Quirinale, ha portato al massimo la tensione all'interno del Governo. "Se il testo non è ancora arrivato al Quirinale allora basterà lo stralcio di quella parte e non sarà nemmeno necessario riunire il Cdm", spiega. Per questo motivo, quando Di Maio ha appreso che la bozza incriminata era stata integrata con vagoncini che si legavano al carro per favorire i birbanti, si è infuriato, è andato a Porta a Porta da Vespa e ha minacciato di presentare una denuncia presso la Procura della Repubblica, affinché venisse individuato il responsabile del misfatto. "Non siamo all'alba di una crisi di governo, ci sono tante cose da fare". Le imposte oggetto di condono sono IRPEF, IRPEF, IRAP, imposta sui capitali all'estero e IVA. Anche le norme che prevedono una depenalizzazione di alcuni reati, che pure hanno suscitato l'ira M5S, sono 'fotocopia' di quelle già utilizzate per rendere appetibile la voluntary, così come le misure anti-furbetti, carcere compreso, gia' previste anche per chi mentiva in sede di 'autodenuncia' per fare rientrare i capitali. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio in diretta Facebook da Figline Valdarno. Questo complesso di provvedimenti era stato definito "Pace fiscale", perché solleva i contribuenti inadempienti dai contenziosi in atto, che presentano situazioni di inesegibilità per ragioni di oggettive difficoltà, ma che però li mettono fuori dal mercato del lavoro, dai servizi del credito bancario ecc. "C'è di tutto, c'è il reato di riciclaggio, c'è di tutto. Tendo ad escludere responsabilità politiche perché abbiamo raggiunto un accordo e perché mi fido delle persone che sono al governo".

Dopo l'intervento a "Porta a porta" il vicepremier ha ribadito la cosa sui social.

C'è da dire che a palazzo Chigi c'è il manichino della Rinascente premier, c'è il sottosegretario Giorgetti e ci sono uno stuolo di funzionari, sottosegretari, portaborse, trombati riciclati, ricchi premi e cotillon che si sono portati loro perché (per usare le parole di Casalino) non si fidano di quei pezzi di merda. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine del Cdm. "Non mi permetterei mai di dubitare".

Intervenuto anche Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria: "A noi interessa l'idea di una pace fiscale con la rateizzazione, una parte che il governo ha previsto".

È chiaro che più lo Stato spende, in rapporto alle tasse che chiede ai cittadini, più sarà alto il valore del Deficit. "Noi siamo gente seria e non sappiamo niente di decreti truccati", dicono fonti leghiste.

Le opposizioni intanto irridono: Di Maio, affermano Pd e Fi, è perseguitato dalla teoria del complotto.

In effetti, il condono si allarga fino a diventare 'tombale'. E ora cercano manine e nemici. Duro anche l'ex premier Matteo Renzi: "Di Maio è un uomo disperato - scrive su Twitter - Vota a sua insaputa un condono, poi grida allo scandalo". Non capisce il senso dei testi che vota. Dopo questa giornata imbarazzante la domanda è semplice: "'Ma Di Maio sa almeno leggere ciò che firma?'".

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