Pensioni, Quota 100 può abbassare l'assegno anche senza penalizzazioni

Paterniano Del Favero
Ottobre 20, 2018

Secondo Boeri, che è intervenuto in un'audizione alla Commissione Lavoro della Camera, accettando di andare in pensione a 62 anni, lavorando così per 5 anni potenziali in meno (ricordiamo che l'età pensionabile è fissata adesso a 67 anni), l'assegno previdenziale potrebbe essere più basso fino a circa il 21%. È ovvio quindi che anticipando il pensionamento si perdono 5 anni di contribuzione potenziale, utili per percepire un assegno di pensione più elevato. E' la prospettiva che attende chi si ritirerà dal lavoro con la quota 100, un sistema appena introdotto dal governo che presto consentirà di mettersi a riposo con 62 anni di età e 38 di contributi. E per lo Stato, controllare il rispetto del divieto e stanare eventuali evasori si tradurrebbe in una spesa molto alta. Di conseguenza ci vorranno 43 anni e tre mesi per gli uomini e 42 anni e tre mesi per le donne. Nel pomeriggio si è affrontato il tema del nuovo contratto collettivo nazionale 2019-2021, in merito al quale Confintesa ha illustrato le sue proposte.

Anche l'ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che nella precedente legislatura ha sostenuto i provvedimenti di salvaguardia è con loro. L'unico problema rimane dunque l'eccessivo costo della conversione che molti italiani non si possono permettere, per questo sarà necessario attendere la riforma definitiva per capire se il governo ha pensato a delle agevolazioni per chi vuole usufruire del riscatto della laurea.

La circolare, nel dettaglio, dispone che, una volta raggiunti i requisiti per la pensione, l'amministrazione deve far cessare il lavoratore dal servizio, se raggiunge anche l'età prevista dall'ordinamento di appartenenza per la cessazione del rapporto di lavoro, cioè la cosiddetta età ordinamentale. L'amministrazione, cioè, non è obbligata a terminare il rapporto, ma può anche scegliere di mantenere in servizio il dipendente.

"Il rinnovo firmato lo scorso febbraio riguarda gli ultimi otto anni, ma i dipendenti sono stati penalizzati due volte - spiegano - Non solo non hanno ricevuto gli arretrati e si sono dovuti accontentare di un importo una tantum, ma avranno anche una pensione più bassa visto che i mancati arretrati non vengono calcolati ai fini pensionistici".

Il riscatto della laurea è un'opzione a disposizione dei lavoratori per anticipare l'approdo alla pensione di anzianità. Addirittura, la perdita dell'assegno mensile potrebbe arrivare fino al 20 per cento, essenzialmente per tre motivi: l'uscita anticipata determina un minore versamento di contributi, l'innalzamento della speranza di vita (anche se questo fattore dovrà essere verificato negli anni) e l'assenza di rivalutazione dei contributi al Prodotto interno lordo.

In ogni caso, l'amministrazione, per licenziare, deve motivare la scelta e attenersi a determinate condizioni (ad esempio, la presenza di esuberi).

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