Google farà pagare le sue app su Android ai produttori europei

Geronimo Vena
Ottobre 20, 2018

La decisione della Commissione Europea di sanzionare Google con una maxi multa da 4,35 miliardi di euro, legata all'abuso di posizione dominante su Android, finirà con ogni probabilità per ricadere sulle tasche dei consumatori.

Gli utenti sono comunque abituati ad avere sui loro cellulari lo store Google Play e le applicazioni come Gmail e Google Maps, quindi difficilmente i grandi produttori come Samsung cambieranno le dotazioni dei loro telefoni, semplicemente spenderanno qualche soldo in più per pagare le licenze finora gratuite.

La "contromisura" di GoogleSecondo alcuni documenti ottenuti dal sito specializzato The Verge (ma le indiscrezioni sono confermate anche da molte altre testate, in molti paesi del mondo), Google avrebbe sì accettato l'imposizione di non costringere più i produttori a installare la cosiddetta G Suite (l'insieme delle sue app principali), ma sarebbe pronta a farsela pagare da chi invece la richiedesse: il tariffario visionato da The Verge parla di un costo fra i 10 e i 40 dollari per ogni singolo telefonino.

Prima della multa, Google permetteva ai produttori di sfruttare Android in maniera del tutto gratuita a patto che questi preinstallassero tutte le sue applicazioni (il kit intero è composto da 11 app), impostando Chrome e Google Search come browser predefiniti per le ricerche web.

Non sono ancora disponibili i prezzi delle licenze, e si può presumere che le cifre varieranno in modo significativo in base agli accordi fatti con i singoli sviluppatori.

Da ottobre 2018 gli smartphone Android potrebbero presentare un prezzo più alto presso il mercato europeo, per effetto della battaglia che da anni ormai Google sta conducendo contro l'UE in merito all'obbligo imposto dal colosso di Mountain View ai vari produttori per l'installazione a bordo dei propri dispositivi del bloatware targato Big G.

Inoltre, la società ha anche deciso di permettere ai produttori di installare e vendere diverse versioni di Android, compreso quelle derivate dal sistema operativo classico.

Ancora non è chiaro se questa mossa di Google sarà sufficiente per soddisfare l'adeguamento alle norme europee richiesto dalla Commissione europea.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE